Faceva concorrenza ad Al Fano: arrestato baby-scafista

04-05-2015

Il baby scafista era già al suo secondo viaggio. Due li hanno registrati i carabinieri di Carbonia, ma forse Barihan Chakibe ha affrontato molte altre volte la rotta tra l’Africa e l’Italia. Domenica pomeriggio, poco prima di raggiungere la costa dell’isola di Sant’Antioco, il barchino carico di migranti è stato intercettato da una motovedetta e il diciottenne algerino che era al timone non è riuscito a spacciarsi per un rifugiato in cerca d’asilo. Lo scorso anno, il 17 agosto, il piano aveva funzionato alla perfezione e così il ragazzino era scampato alle manette. Stavolta, invece, è stato arrestato.

Nonostante l’età Barihan Chakibe era considerato uno particolarmente esperto. Abile ai comandi del barcone, perfetto conoscitore del tratto di mare tra l’Algeria e il sud della Sardegna. Quelli che organizzano i viaggi lo avevano istruito a dovere per trasportare i migranti in Italia e lui aveva già compiuto la missione senza creare problemi. Senza rischiare troppo tra le onde e senza finire nei guai. La sua età era considerata un vantaggio: mai le forze dell’ordine italiane avrebbero creduto che al timone di un barcone ci fosse uno sbarbatello. E infatti, proprio la scorsa estate, lo scafista diciassettenne era stato soccorso e protetto insieme agli altri migranti appena approdati nella spiaggia di Porto Pino, sempre nel Sulcis.

Domenica pomeriggio, la barca in vetroresina (6 metri, motore da 40 cavalli e 5 persone a bordo) è stata notata dai carabinieri della compagnia di Carbonia quando era ancora al largo, nella zona di Capo Sperone. I militari della motovedetta CC707 hanno osservato subito chi fosse ai comandi: a tradire Barihan Chakibe è stata una felpa gialla. Prima di sbarcare ha cercato di cambiarsi d’abito ma a quel punto non è servito neanche presentarsi con un altro nome e un’altra nazionalità. Le impronte digitali lo hanno incastrato: il giovane era lo stesso segnalato nel 2014 (quando aveva solo 17 anni) ed è finito in manette. «Dalle indagini – spiega il capitano Giuseppe Licari – è facile dedurre che il giovane sia stato impiegato più volte nel trasporto dei migranti: scafista di professione, abile nel trasporto dei connazionali verso la zona dell’Italia che è più vicina all’Algeria, cioè la Sardegna».

Nelle ultime ore, in Sardegna, sono già due gli sbarchi.

http://www.lastampa.it/2015/05/04/italia/cronache/cagliari-il-baby-scafista-tradito-dalla-felpa-gialla-QVHisPCzY5rS69m7EEvAiM/pagina.html

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