Arrestato trafficante 23enne liberiano: in Italia come “rifugiato politico”

11-07-2012


Elvis David, fermato con 350 grammi di marijuana, è in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Aveva dei precedenti per reati analoghi

VICENZA – È in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari e ha in corso la pratica relativa alla richiesta di asilo politico quale rifugiato un 23enne liberiano, Elvis David, arrestato per droga dai carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza. Il giovane, che non ha un’occupazione, aveva già altri precedenti. Quando è stato fermato dai militari è stato trovato in possesso di 350 grammi di marijuana, suddivisi in tredici confezioni, che stava per consegnare ad alcuni spacciatori, nascoste in una busta riposta nel cestino della sua bicicletta. Nella successiva perquisizione domiciliare, in una stanza affittata all’uomo da alcuni connazionali, i militari hanno rinvenuto 2,2 chili di marijuana (in parte già confezionati), 40 grammi di cocaina suddivisi in 51 dosi, 22.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a 16 cellulari e una sim card intestate a persone a lui non riconducibili. Il liberiano si trova nella casa circondariale di Vicenza, dove venerdì mattina verrà interrogato dal Gip. L’inchiesta dei carabinieri che ha portato all’individuazione di David era stata avviata a seguito dell’esposto-denuncia della madre di un giovane consumatore di cocaina e di numerose segnalazioni di alcuni residenti nel quartiere dei Ferrovieri.

Droga, arrestato 23enne liberiano Era in Italia come «rifugiato

Commovente che l’arresto parta dalla denuncia di una madre disperata: ecco a cosa servono gli immigrati, a distruggere le vite dei vostri figli, fratelli e sorelle.

Vergognoso che, non ostante avesse precedenti per spaccio, al trafficante fosse stato concesso un “permessino umanitario”. Senza contare che in Liberia, non c’è alcuna guerra. Questi sono i “profughi” che protestano per avere lo status di “rifugiato” con annessi benefits. Questi sono i “profughi” che tanto piacciono all’Onu, alla Boldrini, alla Caritas e a Riccardi: degli spacciatori di morte. E questi sono i “profughi” che arrivano a Lampedusa, e per i quali piangono i nostri media, quando non riescono nella loro impresa d’invasione.

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