Donna morta in pineta: è stato clandestino marocchino

30-05-2015

E’ il 28enne marocchino RAHHAL Idrissi, clandestino, l’uomo arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, su ordine di cattura emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pisa, dott. Guido Bufardeci, poiché ritenuto il responsabile dell’omicidio della prostituta 53enne di nazionalità nigeriana, trovata cadavere la mattina del 31 marzo u.s. a Vecchiano (PI), all’interno del parco regionale a confine con la nota località Torre del Lago Puccini(LU), uccisa con numerose coltellate.
Le indagini coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Lydia Pagnini, venivano indirizzate nel “mondo” degli sbandati, verso quelle persone segnalate in passato quali autori di aggressioni a sfondo sessuale e rapine in danno di prostitute, nonché verso quei soggetti ripresi dalle telecamere di sorveglianza ubicate in Torre del Lago.
Determinanti per circoscrivere l’episodio si sono rivelati gli accertamenti svolti sulla scena del crimine, che portavano al rinvenimento di uno scontrino fiscale battuto dal supermercato Unicoop di Torre del Lago la mattina dell’omicidio, grazie al quale, dopo lunghi accertamenti, si risaliva all’uomo che aveva eseguito l’acquisto. Interrogando poi numerose prostitute e transessuali che operavano nella zona del delitto si individuava, tra gli emarginati della zona, un marocchino, privo di fissa dimora, che girava armato di coltello e che era l’autore di alcune rapine ai loro danni: la descrizione che offrivano le vittime ricalcava le caratteristiche fisiche dell’uomo ripreso dalle telecamere del supermercato.
La svolta si otteneva con il riconoscimento dell’indagato da parte di un transessuale di nazionalità brasiliana, vittima nel gennaio 2015 di una rapina del proprio cellulare I-phone 6, mentre egli effettuava l’attività di meretricio all’interno della pineta, in zona prossima al luogo dove veniva trovata cadavere la povera nigeriana.
Il marocchino, a seguito di serrate ricerche, difficili e lunghe, veniva localizzato la sera del 13 aprile u.s. in Cecina (LI), ove veniva sottoposto a fermo per rapina in danno del transessuale. All’atto del suo arresto, l’uomo indossava ancora lo stesso abbigliamento con il quale era stato ritratto dalle telecamere dell’Unicoop, in particolare un paio jeans che poi si rivelava essere intriso di sangue, sottoposto a sequestro.
Le successive intercettazioni disposte all’interno del carcere di Pisa, dove l’uomo veniva poi tradotto, consentivano di raccogliere gli elementi probatori sul delitto e sul suo movente: in particolare la furia omicida, concretizzatasi nell’infliggere alla donna 14 coltellate al torace ed alla schiena, maturava per una mancata prestazione sessuale. L’uomo, indagato per l’omicidio dopo il suo ingresso in carcere, intuendo che i capi di abbigliamento sequestrati ed inviati al RIS di Roma per le comparazioni biologiche con le tracce rinvenute sul cadavere avrebbero potuto far emergere il suo coinvolgimento nell’evento delittuoso, confessava l’omicidio dinanzi al Pubblico Ministero nel corso del suo interrogatorio il 9 maggio u.s.
Determinante sarà il contributo dei carabinieri del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Roma che ha in corso di ultimazione le indagini tecniche sui reperti rinvenuti sulla scena del crimine e su quelli trovati nella disponibilità dell’arrestato al momento del fermo. Il Rahhal è rimasto associato alla locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

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