Category: Verona

Appena libero torna a spacciare: arrestato 4 volte

(ANSA) – VERONA – Era stato arrestato l’ultima volta il 3 settembre: condannato a un anno ma liberato oggi è stato sorpreso nuovamente a spacciare droga. Si tratta di un nigeriano arrestato per la quarta volta a Verona dai carabinieri. Alla vista dei militari per è fuggito ingoiando alcune dosi di hashish ma è stato bloccato. I carabinieri gli hanno sequestrato 20 grammi di stupefacente, tra marijuana e hashish.

https://www.ansa.it/veneto/notizie/2014/09/06/condannatodopo-3-giorni-torna-a-spaccio_b44a139a-f243-431f-a34a-dd85438d3ca2.html

Minorenni sui barconi: dito medio agli italiani

Verona, il vandalo di 18 anni fa gestacci in video, l’amico devasta e ruba la telecamera comunale
Dopo aver individuato di recente gli autori di alcuni atti vandalici al parco del Campagnol, nel quartiere di Borgo della Vittoria, a San Martino Buon Albergo, il sistema di videosorveglianza comunale ha permesso di individuare un giovane che nelle scorse settimane ha danneggiato e rubato la telecamera nel sottopassaggio ferroviario, in centro al paese.

Il ragazzo, di 18 anni, residente a Monteforte, di origini marocchine marocchino, è stato denunciato per furto e danneggiamento. Gli agenti della polizia locale sono risaliti al giovane dopo aver identificato un suo amico ripreso nitidamente dall’impianto di videosorveglianza. “Il riconoscimento è avvenuto grazie alla collaborazione con I colleghi di San Bonifacio – spiega il comandante della polizia locale Castrese Coppola -. Le immagini erano infatti state inoltrate ai Comandi delle polizie locali dell’est Veronese e dopo alcuni alcuni hanno riconosciuto il ragazzo e ci hanno fornito le generalità”. Nel frattempo è già stata installata la telecamera nuova e quindi il servizio di videosorveglianza è nuovamente attivo.

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Si lamenta, marocchino lo prende a coltellate

Verona, le lamentele al bar fanno infuriare un giovane che estrae coltello e pugnala un cliente

Poteva finire molto peggio per il camionista croato di circa 50 anni che domenica sera è stato colpito più volte da un ragazzo marocchino al “Ni Hao Francesca” di via Cao del Prà a Lugagnano di Sona

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‘Nomadi’ incinte derubano turisti sotto casa di Giulietta

Un’altra raffica di arresti da parte dei carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile di Verona ai danni di quattro nomadi borseggiatrici, tre delle quali incinta.
Le donne agivano principalmente in centro storico: arrivavano con il treno in stazione da città limitrofe e poi si dirigevano nei luoghi più affollati dai turisti. Approfittando di un momento di distrazione della malcapitata vittima per scattare una foto, fare una compera o ammirare un monumento, le donne allungavano la mano nelle borsette delle turiste e prendevano i portafogli che, subito dopo, abbandonavano nei paraggi privo di contanti.
Grazie, però, alla collaborazione dei negozianti del centro che hanno avvisato i carabinieri che ormai da tempo – periodicamente – svolgono servizi in borghese nel centro, le quattro donne sono state arrestate. Due originarie della Bulgaria, di 20 e 22 anni, sono state prese ieri alla casa di Giulietta dopo essere state segnalate ai carabinieri al negozio della Disney in via Mazzini. Entrambe, provenienti da campi nomadi di Treviso e Mestre, sono state arrestate ieri e questa mattina hanno patteggiato una pena (sospesa) di sei mesi e 300 euro di multa.
Le altre due, una ventiduenne e una ventottenne francesi di nascita ma con legami con un campo nomadi nel bergamasco, sono state invece arrestate la scorsa settimana, anche loro alla casa di Giulietta, mentre cercavano di rubare un portafoglio che conteneva anche un telefonino a una turista coreana che però è riuscita ad avere la prontezza di riflessi di bloccare il braccio della borseggiatrice che è stata subito bloccata dai militari in borghese già in zona. 
Anche in questo caso, in virtù dello stato di gravidanza, le due donne sono state rilasciate con una condanna a tre mesi e a 200 euro. Alla ventottenne, incinta di 8 mesi, però, per via dei numerosi precedenti, il giudice non ha concesso la pena sospesa e quando la sentenza diventerà definitiva dovrà scontare in carcere anche le condanne arretrate.

http://www.larena.it/stories/2576_centro_storico/803759__incinta_e_ruba_alla_casa_di_giulietta/

 

Ruba bici e pesta proprietario lasciandolo agonizzante: marocchino già libero

Verona 10 giugno 2014 – Una furia scatenata contro il proprietario della bici che aveva appena rubato. Pugni al viso, alla testa, al corpo. L’ha fatto finire a terra sanguinante davanti agli occhi terrorizzati di alcuni amici e dei passanti. Un brutto quarto d’ora per Simone Basso, 40enne di Nogara. Lunedì sera, dopo essersi accorto che qualcuno gli aveva rubato la mountain bike che aveva parcheggiato davanti ad un bar, ha cominciato le ricerche e ha trovato un ladro furibondo che l’ha fatto rovinare a terra a suon di botte. Erano passati pochi minuti dopo le 20 quando l’uomo si era accorto che bici incatenata poco distante dal “Bon bon” di via Maso era sparita. Aveva chiesto di visionare le immagini della telecamera del locale e da cui sono emersi chiaramente i lineamenti del furfante. Con due amici si era messo “a caccia” della bici e nel tragitto che lo aveva separato dal bar alla stazione ferroviaria erano stati anche avvisati i carabinieri. Di sicuro il 40enne non si aspettava quanto sarebbe successo di luì a poco. Individuato il ladro, un marocchino di 29 anni residente a Nogara, gli ha chiesto la restituzione della mountain bike ma quello ha reagito malissimo: pugni e calci, più volte, su tutto il corpo, compresa la testa. A causa dei colpi il 40enne è rovinato sull’asfalto, battendo violentemente la testa contro una rastrelliera delle bici. E il tutto a pochi metri da alcuni passanti e dagli amici che lo avevano accompagnato. Non hanno tuttavia potuto fare nulla se non soccorrere la vittima e chiamare il 118. E in più hanno subito minacce: “Lasciatemi andare o fate la stessa fine”. Il marocchino ha poi cercato di dileguarsi ma sulle sue tracce si era messo un testimone e poi anche una pattuglia dei carabinieri. Lo hanno trovato nei pressi degli impianti sportivi di via Onesti, dopo ricerche di un’ora. Intanto Basso è stato soccorso da due ragazzi che lo hanno trovato disteso su una pozza di sangue: gli hanno dovuto praticare massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca per fargli riprendere conoscenza. Le sue condizioni sono apparse gravi ma fortunatamente la situazione è via-via migliorata con l’arrivo dell’ambulanza di Isola della Scala. I sanitari lo hanno rianimato e trasferito all’ospedale di Legnago dove è stato ricoverato in Terapia intensiva. Non è in pericolo di vita e i medici avrebbero dichiarato per lui 30 giorni di guarigione. Il ladro è stato portato in caserma e interrogato. Poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni gravi e furto aggravato. Al termine dell’udienza di convalida davanti al giudice è stato scarcerato. Contro di lui, come spiega L’Arena, ci sono diverse testimonianze.

http://www.veronasera.it/cronaca/verona-ruba-bicicletta-rintraccia-ladro-diventa-furia-pesta-sangue-strada-10-giugno-2014.html

 

Romeno ubriaco si sdraia in mezzo a strada: auto sfrecciano ma…

Verona, ubriaco fradicio, si stende in mezzo alla strada a pancia insù e poi aggredisce la polizia

A pancia in su, in mezzo alla strada. Ha proprio sfidato la morte un 40enne, cittadino rumeno, che, completamente ubriaco, ha deciso di provare anche l’ebbrezza di farsi schivare dai mezzi in transito. Non contento ha poi anche aggredito sanitari e poliziotti intervenuti per riportarlo alla ragione. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì, in via Colonnello Fincato, dove personale del 118 era intervenuto in soccorso di un uomo ubriaco riverso a terra, in posizione supina, sulla sede stradale, creando pericolo sia per se stesso che per i veicoli in circolazione provenienti da ambedue i sensi di marcia.

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Coppia anziani massacrata di botte da romeno – VIDEO

Rapimento Charlie: era in mano a banda di ‘nomadi’

Verona, sequestrato e ritrovato a Peschiera: arrestati i rapitori di Charlie 

 

Volevano ottenere dei soldi e alla fine lo hanno liberato per guadagnarsi la fuga. Ora sono finiti in manette. Quattro le persone ritenute colpevoli del rapimento di Charlie, il pony più piccolo al mondo e per questo entrato nel Guiness World Record. Charlie, alto poco più di una settantina di centimetri, era stato rubato il 12 settembre scorso a Città di Castello (Perugia), e ritrovato una settimana più tardi dal suo proprietario, Bartolo Messina. Era nella boscaglia, come ha riferito lui stesso agli investigatori, legato con le briglie a un albero non lontano dallo svincolo autostradale di Peschiera sul Garda, località indicata in una telefonata anonima all’allevatore e artista equestre che però al suo arrivo ha trovato solo l’animale.

Per riportarlo sano e salvo a casa il proprietario aveva pagato un riscatto di tremila euro. Ma il rapimento, a distanza di mesi, ha portato ai suoi responsabili che ora sono accusati di ricettazione (l’animale è considerato un “oggetto” dal Codice penale) ed estorsione: tre nomadi, tra cui un rodigino residente a Cavarzere (Venezia), sono state arrestate dai carabinieri perugini e una quarta è attualmente soggetta all’obbligo di firma. I controlli dei militari dell’Arma, che tennero al segreto gli eventuali risvolti delle indagini, si direzionarono quasi subito su alcuni campi nomadi dell’Umbria nei quali risiedevano alcune persone con precedenti specifici, anche nel mondo dei cavalli da gara. Avendo rintracciato due nomadi di 25 e 34 anni, poco dopo è finito nel mirino anche il 40enne di Cavarzere, ritenuto la persona che custodiva di fatto Charlie. Una quarta persona, commerciante di 53 anni, di Perugia, è stato sottoposto all’obbligo di firma: sarebbe stato lui a chiamare Bartolo Messina prospettando il ritorno sano e salvo del piccolo pony dietro pagamento di un “compenso”.

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Albanese a caccia della ex con le cesoie

Un albanese ha aggredito davanti al bar Extrò Cafè al centro commerciale Ics di Peschiera l’ex moglie e il nuovo compagno di questa, ferendoli gravemente. L’uomo, Ferdinand Gjeloshi, 46 anni, è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio.

L’aggressore ha seguito l’ex moglie, una connazionale di 35 anni, da cui è separato, mentre era in compagnia del suo nuovo compagno, un italiano di 40 anni, fino al centro commerciale, dove i due hanno fatto colazione.

Quando la coppia è uscita, dirigendosi al parcheggio l’uomo, armato di una cesoia da giardino, di un coltello a serramanico e di una spranga di ferro, l’ha aggredita.

Ha colpito l’ex moglie e più volte il 40enne che aveva cercato di difenderla. L’aggressione è stata seguita da un testimone che ha chiamato il 112, mentre altre persone (tra le quali il itolare del locale e un dentista che ha lo studio sopra il bar) sono intervenute per prestare soccorso ai malcapitati.

La donna ha cercato anche rifiugio nell’auto e poi ha attraversato la S.R. 11 salendo su un furgone. Intanto la furia dell’ex marito continuava ad abbattersi sul compagno.

Sul posto sono arrivate i carabinieri che hanno bloccato e arrestato l’albanese. Le vittime sono state portate al pronto soccorso della Clinica Pederzoli di Peschiera dove sono tuttora ricoverate. I medici non hanno sciolto la prognosi per entrambi. Nessuno dei due feriti è in pericolo di vita.

http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=382752/cronaca/albanese_accoltella_ex_moglie_e_il_compagno.html

Pestano a sangue commerciante, poi speronano auto: grave donna in ospedale

Una rapina con violenza e poi la fuga a bordo di un’auto rubata. Isola della Scala si è svegliata con un episodio criminale, mercoledì mattina. Ad entrare in azione sono stati quattro banditi in un negozio parrucchiere del paese, in via Vittorio Veneto. Dalle prime notizie fornite dai carabinieri, è emerso che due di loro, verso le 9e30, parzialmente travisati, hanno affrontato il proprietario 66enne, Franco Merlin, e per derubarlo di una collana d’oro con diamanti e un orologio, lo hanno colpito più volte facendolo finire a terra. I furfanti, di origine albanese, sono poi scappati a bordo di un’Audi A6 modello station wagon, risultata poi rubata nei giorni scorsi a Como, venendo intercettati sulla Transpolesana, in direzione Verona, all’altezza di Raldon, nei pressi di Zevio. Fuggendo all’impazzata, braccati dai carabinieri e dalla polizia, hanno provocato un incidente con un’altra auto, una Peugeot 206, sulla quale c’era una donna, rimasta ferita in maniera preoccupante con una frattura al bacino e trasferita all’ospedale di Legnago.

Secondo quanto si apprende dai carabinieri di Villafranca, che stanno coordinando le indagini assieme alla polizia di Verona, due rapinatori sono stati arrestati dagli agenti di quartiere di Borgo Roma, mentre altri due sono riusciti a guadagnarsi, per ora, la fuga a piedi, nelle campagne di Zevio. I controlli sono attivi in tutta la provincia di Verona. I due furfanti sono stati trasferiti negli uffici della questura di Verona da parte degli agenti delle Volanti che ora procederanno all’interrogatorio per risalire all’identità dei due fuggitivi. Sul luogo dell’abbandono dell’auto sono intervenuti anche gli investigatori della polizia scientifica per i rilievi di impronte e indizi.

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