Category: Pescara

PESCARA: PROFUGO VIOLENTA BIMBO AUTISTICO

Abusi sessuali su un ragazzino in pieno centro, arrestato 25enne …

Il Messaggero3 ore fa
L’episodio è avvenuto nel centro storico di Città Sant’Angelo (Pescara). … un 25enne del Bangladesh con l’accusa di violenza sessuale su un …

Molesta ed abusa di un bambino autistico: arrestato profugo nel …

IlPescara3 ore fa
La giovane vittima innocente è stata oggetto di attenzioni a sfondo sessuale da parte di un cittadino del Bangladesh di 25 anni che ha tentato …

Immagine storia relativa a pescara bangladesh tratta da Il Centro

Città Sant’Angelo, violenza sessuale su adolescente, arrestato …

Il Centro4 ore fa
I carabinieri, dopo le indagini del caso, hanno arrestato un 25enne del Bangladesh con l’accusa di violenza sessuale su un minore di 14 anni.

Furto in chiesa: recuperata parte della refurtiva, denunciato un romeno


PescaraPost
Furto in chiesa: recuperata parte della refurtiva, denunciato un romeno
AbruzzoLive
carabinieri Montesilvano. Recuperata dai carabinieri parte degli oggetti rubati nei giorni scorsi all’interno della chiesa di San Giovanni Bosco, a Montesilvano. Un romeno di 22 anni è stato denunciato per ricettazione, perché trovato in possesso del
Montesilvano, furto nella chiesa di San Giovanni Bosco: ritrovato il …PescaraPost

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Incubo in ospedale: malato di mente Albanese stupra due infermiere

Un malato di mente ha sequestrato due infermiere ad Avezzano. Una delle due sarebbe stata violentata e accoltellata in maniera non grave. L’uomo è stato bloccato e in questo momento sarebbe in stato di fermo. Sulla vicenda, accaduta in mattinata, non si hanno al momento altre notizie.

La donna sotto la minaccia di un coltello è stata picchiata, costretta a spogliarsi e violentata. Vittima dello stupro un’assistente socio sanitaria di San Benedetto dei Marsi che lavora nella struttura della Asl per malati mentali, l’Arcobaleno, che si trova ad Avezzano. L’autore della violenza un 19enne ricoverato, Enriges Kavalli, albanese, che durante la notte ha prima sequestrato un’altra operatrice socio assistenziale, l’ha picchiata e legata e poi ha costretto l’altra, sempre sotto la minaccia di un coltello, a seguirlo nell’auto che era in strada. Durante la notte l’ha ferito la gola e l’ha stuprata. L’auto di proprietà della vittima è stata rinvenuta a Civitella Roveto, mentre il giovane è stato bloccato dalla polizia del commissariato di Avezzano e in queste ore è ancora sotto interrogatorio. La vittima è sotto shock all’ospedale di Avezzano dove è stata ricoverata per le profonde ferite alla gola. Comunque è stata dichiarata fuori pericolo.

L’operatrice sanitaria, dopo la violenza, è riuscita a sottrarsi al suo persecutore ed ha chiesto aiuto agli abitanti di una casa che si trovava lì vicino, in una zona isolata della parte nord di Avezzano, mentre il giovane faceva perdere le sue tracce. I poliziotti, tenuto conto della pericolosità del soggetto ricercato e temendo la reiterazione di altri episodi di violenza, hanno subito messo in campo ogni sforzo per rintracciare lo straniero.
Si è così ricostruito che il fuggitivo si era avviato verso Sora e che solo a seguito di un incidente aveva deciso di far rientro nella propria abitazione.

Gli elementi forniti al magistrato di turno hanno determinato un quadro indiziario tale che, unito al pericolo di fuga del soggetto, ha permesso di procedere al fermo di polizia giudiziaria. Il giovane è stato dunque accompagnato presso la Casa Circondariale di Avezzano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/avezzano_malato_mente_violenta_infermiera_e_la_accoltella-2043295.html

Hanno chiuso gli ospedali psichiatrici e importato i matti da mezzo mondo. Gli effetti sono questi. Grazie Renzi.

Gli spaccano la faccia perché è Italiano

PESCARA. «Che c..zo ridi?». E giù un pugno che lo lascia a terra svenuto, con la mandibola fracassata, un occhio tumefatto, il naso rotto e una ferita alla testa per cui in ospedale gli metteranno più di 15 punti. È la notte di follia vissuta tra sabato e domenica sulla strada parco, alle spalle delle Naiadi, da un pescarese di 38 anni che con un coetaneo aveva appena lasciato la macchina al parcheggio lì a due passi, per dirigersi a piedi verso la Lampara, sul lungomare. Ma lui e l’amico si sono imbattuti in una banda che evidentemente, lungo quel tratto di strada parco quasi al confine con Montesilvano, aspettava solo un ignaro passante per “giocare” al maledetto knockout game, la sfida per cui vince chi riesce a stendere con un pugno in faccia il primo sconosciuto che capita a tiro.
Per quel pugno da ieri notte il 38enne, che chiede l’anonimato, è ricoverato all’ospedale civile, nel reparto maxillo-facciale, in attesa dell’intervento chirurgico previsto per oggi. «Devono ricostruirgli la mandibola e tutte le ossa del volto rotte», riferisce la sorella ancora sotto choc per quell’agguato che ha rischiato di portargli via per sempre il fratello, «un angelo, una persona pulita, tranquilla, che lavora in un’azienda e che dopo quel pugno è svenuto sul colpo».
Un colpo secco, tirato mentre gli altri tre della banda stavano a guardare, e giocato proprio sulla velocità dei tempi di azione che, come già accaduto nei mesi scorsi in città, sorprende la vittima prescelta nel momento in cui meno se l’aspetta. Com’è successo al 38enne e come racconta al Centro (sempre a patto dell’anonimato) l’amico che era con la vittima, il testimone oculare salvo solo perché è riuscito a scappare.
«Erano circa le due», riferisce l’ impiegato pescarese, «abbiamo parcheggiato dietro alle Naiadi per andare alla Lampara. Il tempo di scendere dalla macchina e ci incamminiamo verso la strada parco. Mentre percorriamo pochi metri di rettilineo vediamo un gruppetto di persone in piedi, ferme al bordo della strada, ma non gli abbiamo dato peso. Stavamo parlando tra di noi e all’improvviso, lateralmente, quel gruppetto si è avvicinato. Hanno detto solo “che cazzo ridi” e poi uno ha colpito il mio amico, che è piombato a terra. Io ho fatto in tempo a fare un passo indietro, hanno cercato di colpire anche me, ma sono riuscito a scappare. Avevo il telefonino in mano e ho composto il 113. Mi hanno passato il 112, ho spiegato tutto ai carabinieri mentre continuavo ad allontanarmi, avrò corso una cinquantina di metri verso nord, poi mi sono girato e quelli non c’erano più. C’era il mio amico, a terra. Era cosciente, sì, ma aveva tutto il volto sanguinante e si lamentava per il dolore, una cosa allucinante. Poi è arrivata l’ambulanza e adesso è in ospedale». Racconta con la lucidità di chi sa di averla scampata ma, anche, con l’incredulità di chi finora si è mosso per la città sempre senza problemi. «Invece all’ospedale ci hanno detto che di episodi del genere ne stanno capitando uno a notte, non lo so che sta succedendo, sarà una nuova moda, non lo so. Il fatto è che stavamo parlando tra di noi e quelli sono arrivati con l’obiettivo di colpirci e basta. Erano quattro probabilmente, e se ha colpito solo uno di loro devo pensare che stessero facendo davvero un gioco». Un gioco maledetto per il quale i quattro sono adesso ricercati dai carabinieri grazie anche alle descrizioni fornite dalla vittima e soprattutto dall’amico. «L’accento era romeno o albanese, ma sicuramente non italiano. Quello che ha tirato il pugno avrà avuto tra i 25 e i 30 anni, non lo so. Non mi sembravano ragazzini ma neanche troppo grandi. Il tipo che ha colpito sarà stato alto poco più di un metro e settanta, capelli castani a spazzola. Ricordo che uno aveva il cappellino e un altro i bermuda.
Ma erano tutti vestiti sportivi, più o meno jeans e maglietta». Ancora da capire se l’aggressore abbia agito a mani nude o, visto il danno che ha provocato, con un tirapugni. Decisive potrebbero rivelarsi adesso le telecamere nei dintorni delle Naiadi.

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2016/07/18/news/knock-out-game-sulla-strada-parco-1.13835417?ref=fbfqa

Controllore pestato da Africano senza biglietto: “La prossima volta ti ammazzo”

PESCARA. Gli ha chiesto il biglietto, e poi i documenti. E invece ha rimediato un pugno, una sberla e la minaccia: «È già la seconda volta che mi fermi, la terza ti ammazzo». Carlo Palumbo, giovane controllore della Tua sulla linea Giulianova-Pescara è l’ennesimo dipendente dell’azienda di trasporto pubblico aggredito e minacciato mentre fa il proprio dovere. Solo che per lui è la seconda volta in un mese, sempre sulla stessa tratta che, racconta dall’ospedale di Atri dove è rimasto fino al tardo pomeriggio di ieri per farsi medicare, «è diventata impossibile. Soprattutto in questi mesi estivi ci sale di tutto, a discapito di chi usa l’autobus per raggiungere il posto di lavoro e si ritrova ad assistere a scene come quella che mi è capitata oggi (ieri ndr)».

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È lo stesso Palumbo, raggiunto telefonicamente dal Centro, a raccontare: «Sono salito sull’autobus partito da Giulianova alle 14.10 e diretto alla stazione di Pescara, dalla fermata di Pineto quando erano circa le 15. L’autobus era già pieno, per fortuna eravamo in due a controllare i biglietti. Arrivo a questo ragazzo, un extracomunitario di origine africana residente a Scerne di Pineto e già noto per averci aggredito altre volte verbalmente, sempre rifiutandosi di fare il biglietto. Anche questa volta il biglietto non ce l’aveva, e non avendo con sè neanche i documenti l’ho invitato a scendere. Invece lui si è alzato e urlandomi contro mi si è avvicinato e tutt’a un tratto mi ha sferrato un pugno. Io ho fatto in tempo ad abbassare la testa per schivarlo, mi ha preso il setto nasale, gli ho preso la mano per bloccarlo. Ma a quel punto con l’altra mi ha dato uno schiaffo in piena faccia ed è sceso giù dall’autobus senza che nessuno, a parte il mio collega che ha chiamato i carabinieri, muovesse un dito in mia difesa. Alla fine i carabinieri non sono neanche venuti, sono arrivati i vigili urbani, ma mezz’ora dopo».

È proprio questo, al di là dell’aggressione, il nocciolo della questione: «Ormai questa è diventata una tratta di punta, soprattutto per l’alta affluenza di extracomunitari. Scene come questa, di gente che urla che non vuole pagare il biglietto, soprattutto extracomunitari, e l’autobus costretto a fermarsi, sono un continuo e a pagarne le conseguenze a parte noi lavoratori, sono gli altri utenti. Io ho iniziato a fare questo lavoro a settembre e il 16 maggio sempre sulla stessa tratta, a Montesilvano, sono statoopreso a calci da un nigeriano che mi ha scaraventato lungo gli scalini dell’autobus, facendomi sbattere la schiena., Sono rientrato al lavoro il 13 giugno ed è successo ancora. O si mette un riparo, o non si può andare avanti. Una soluzione», fa presente Palumbo, «potrebbe essere quella di avere a bordo anche le forze dell’ordine, soprattutto sulle tratte più complicate e affollate come questa».
Con sei giorni di prognosi e il collarino da portare per la distorsione rimediata al rachide cervicale, Palumbo è stato dimesso dall’ospedale di Atri alla fine di quella che doveva essere una normale giornata di lavoro con una certezza: «Ormai fare il controllore è diventato un suicidio. Siamo pubblici ufficiali, ma non vale niente. Lavoriamo in trincea tutti i giorni, bersagliati da insulti, sputi e ogni genere di minaccia. Non tempo il pericolo, ma ora inizio ad avere paura perché, come dimostra
la giornata di oggi (ieri ndr) esci per andare a lavorare e non sai come andrà a finire. Ma stavolta se riesco a sapere con certezza chi è l’aggressore, lo denuncio. Dopo la minaccia che la prossima volta mi ammazza, meglio prevenire che curare».

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2016/07/05/news/la-prossima-volta-ti-ammazzo-controllore-picchiato-sul-bus-1.13771841?ref=fbfqa

Ragazzo pestato a sangue da banda immigrati: arrestato marocchino


MarsicaLive
Pestaggio in centro, fermato uno straniero. Il giovane aggredito è
MarsicaLive
E’ accusato di tentato omicidio il marocchino fermato dagli agenti del commissariato di Avezzano con l’accusa di aver aggredito e pestato a sangue, forse insieme a dei complici, Domenico Massimiani (34), ora …altro »

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Avezzano, arrestato per stupro un extracomunitario

CityRumors.it
Avezzano, arrestato per stupro un extracomunitario CityRumors.it Avezzano. Nella giornata di ieri il personale del Commissariato di Avezzano ha proceduto al fermo di un cittadino magrebino, clandestino sul territorio nazionale e con altri reati già commessi in precedenza. Il provvedimento è scaturito dall’attività Violenza sessuale e lesioni personali su connazionale, arrestato ad abruzzo24ore.tvtutte le notizie (6) »

IMMIGRATO IRROMPE IN CASA, UCCIDE MADRE E FIGLIO A BASTONATE: CRANIO SFONDATO, SANGUE OVUNQUE – FOTO

Ha confessato il duplice omicidio l’immigrato fermato dalla polizia a Pescara, accusato di aver ucciso madre e figlio polacchi. L’uomo ha spiegato che ci sarebbe stata una lite e per uccidere ha usato una mazza da baseball e un coltello.

omicidio pescara via tibullo locale

Sono una donna di 56 anni e suo figlio di 23 i due morti nel bilocale di via Tibullo. I soccorritori hanno trovato il ragazzo già cadavere e in un lago di sangue, mentre la donna respirava ancora ma è morta subito dopo. A quanto pare, mentre i carabinieri mantengono ancora il riserbo, ad uccidere il ragazzo sarebbero stati dei colpi di arma bianche, forse coltello, mentre sulla madre l’omicida avrebbe infierito con un bastone o altra arma contundente sfondandole il cranio. Sul posto è in arrivo il medico legale e la zona è rigorosamente transennata per i rilievi della scientifica.

http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2016/01/24/sparatoria-duplice-omicidio-a-pescara_e3fb964e-1e98-4e9e-ba9f-fbec7e58457b.html

Marocchino ai domiciliari dentro un rimorchio abbandonato

Il Centro

VEZZANO. Sconta i domiciliari in un rimorchio praticamente abbandonato. I poliziotti è lì che ogni giorno lo controllano, su disposizione della Procura.Rachid Bakhouch è un migrante marocchino senza fissa dimora. Il primo di settembre aveva già fatto parlare di sé, quando fu arrestato dagli agenti della squadra dell’Anticrimine del commissariato di Avezzano, con l’accusa di rapina impropria e calunnia. Entrato in un discount aveva preso un pacco di wurstel dal banco della salumeria ed entrato in bagno li aveva mangiati. Nel frattempo era stato notato da alcuni dipendenti del discount che, però, sarebbero potuti intervenire solo nel caso in cui l’uomo si fosse avviato verso l’uscita.

Dopo qualche minuto il marocchino era stato notato da un agente della vigilanza privata, mentre mangiava altri wurstel dietro una colonna, e dopo poco mentre apriva confezioni di profumi e deodoranti. A quel punto Bakhouch era stato fermato dai vigilantes e accompagnato dietro una porta. Qui, dopo aver sentito il responsabile dell’agenzia di sicurezza parlare al telefono con la polizia di Avezzano aveva iniziato a inveire contro i presenti e a dare di matto. La situazione era diventata ingestibile e il marocchino aveva cominciato a sbattere violentemente la testa contro la porta di ferro che si è ammaccata. Il tutto testimoniato da un video che poi lo aveva incastrato.

Gli agenti lo avevano portato poi in pronto soccorso dove era stato curato per le ferite alla testa. Bakhouch dal carcere è uscito e la sua pena la sta scontando “ai domiciliari”. Prima abitava una casetta dei ferrovieri. Poi è stato mandato via e non avendo un posto dove andare ha stabilito il suo “domicilio” in un rimorchio poco distante dal suo vecchio domicilio.

Pescara, incendio davanti alla Rai Abruzzo: in manette un romeno


L’Opinionista (Comunicati Stampa) (Blog)

Pescara, incendio davanti alla Rai Abruzzo: in manette un romeno e
L’Opinionista (Comunicati Stampa) (Blog)
Il romeno è stato anche denunciato per ricettazione, in quanto trovato in possesso di uno scooter rubato a Pescara durante l'estate e poi restituito al legittimo proprietario. Per i due focosi ragazzi si sono aperte le porte del carcere di San Donato
Rogo davanti alla Rai: identificati e arrestati i due autoriIl Centro
Incendio davanti alla Rai, 2 arrestiANSA.it
Rogo Via De Amicis Pescara: identificati i responsabiliRete8
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