Category: Pesaro

Pesaro, detenuto di 150 kg aggredisce gli agenti.

Migranti schiantano l’auto contro autogrill

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Pesaro, picchia la fidanzata poi prende quattro coltelli e la cerca: MAROCCHINO

Violenza sulle donne Fano, picchiata e segregata da MAROCCHINO

https://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/violenza-sulle-donne-1.6697346

Teneva segregata in casa la giovanissima compagna. E la picchiava se solo lei si azzardava a ribellarsi. Per non farla uscire, poi, aveva sigillato le finestre e manomesso la serratura del piccolo appartamento che condividevano in via Vittorio Veneto a Fano. Un nido d’amore che si è trasformato presto in una trappola infernale. Per questo è stato arrestato S. A., un 26enne marocchino.

A lanciare il primo allarme è stata una fanese che la notte del 3 agosto scorso, intorno alla mezzanotte, passeggiando con il proprio cane al guinzaglio nei pressi di quel condominio, ha sentito delle urla di donna provenire da un appartamento. Impressionata e allarmata da quelle grida disperate accompagnate da frasi che non poteva capire perché in un’altra lingua… ha chiamato immediatamente i carabinieri della Stazione di Fano che sono intervenuti sul posto. Ma quando sono arrivati, in quella via, regnava ormai il silenzio rotto dalla voce della donna col cane che gli raccontava l’accaduto.
Nonostante l’apparente stato di quiete e l’ora tarda, i militari hanno deciso di suonare comunque ai campanelli del condominio. “No, mi spiace. Non ho sentito nulla” hanno risposto tutti i residenti interpellati nel cuore della notte, compreso il 26enne che ora si trova rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi per un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Pesaro sulla richiesta della Procura della Repubblica, perché ritenuto responsabile di “sequestro di persona” e “lesioni aggravate” nei confronti della propria convivente di 23 anni. A denunciarlo il giorno dopo, infatti, è stata proprio la ragazza che poche ore dopo che i carabinieri avevano suonato al campanello di casa sua, è riuscita a liberarsi e a scappare da una finestra.

Arrivata in strada ha subito chiesto aiuto, in un italiano stentato, ad una passante che l’ha soccorsa e a cui ha raccontato di essere stata picchiata e tenuta segregata in casa del compagno. Portata al pronto soccorso per curare le evidenti ferite, ai medici ha raccontato che il convivente l’aveva chiusa in camera da letto per tutta la notte, sottraendole il cellulare. E che ad ogni tentativo di uscire, lui l’aveva picchiata. E picchiata. E picchiata. Da qui partivano ulteriori indagini dei Carabinieri di Fano. Poche ore dopo il giovane magrebino è stato rintracciato in centro storico, identificato e denunciato (per la mancanza dei presupposti della flagranza di reato).
Uscita dal pronto soccorso, la giovane invece è stata condotta in una località protetta. Nei giorni seguenti la magistratura di Pesaro, dopo aver ricevuto ulteriori elementi di prova, ha emesso la misura cautelare in carcere in attesa del giudizio. Ieri pomeriggio i carabinieri di Fano sono andati a prenderlo a casa. Quando alla 23enne è stato comunicato l’arresto del compagno, è scoppiata in un pianto liberatorio.

Nigeriano gli spacca bottiglia in testa per rapinarlo

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VENTI IMMIGRATI MASSACRANO RAGAZZINO ITALIANO PERCHE’ HA LO SMALTO: NASO E MANO FRATTURATI

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«Ha lo smalto, diamogli fuoco alla mano». Prima hanno urlato, da lontano. Poi le provocazioni da vicino «fino a strapparmi dal collo la collana». Infine la violenza cieca. Nessuna rissa ma un’aggressione brutale, in 20 contro due: un 18enne e un 17enne, entrambi di Pesaro, picchiati selvaggiamente sabato sera, alle 19.30, nel giardino della Rocca Malatestiana di Fano. Calci e pugni in faccia al 17enne che cercava di proteggere l’altro preso di mira per il suo look: setto nasale e mano fratturati.

A Il Resto del Carlino uno degli aggrediti racconta l’inferno, è stato preso di mira per primo dal branco: “Io ho le unghie con lo smalto nero. Mi piace averle, vederle, portarle. Ce le ho da quattro anni e ho subìto ogni tipo di offesa per questo, tipo frocio o altro, ma non mi ha mai importato nulla visto che sono eterosessuale. Ho anche un ciuffo di capelli tinto di bianco perché mi piaccio così”.

“Appena arrivati a Fano, ci sentiamo chiamare da lontano da questo gruppo di una quindicina di ragazzi che non conoscevamo. Mai visti prima. Erano tutti extracomunitari, albanesi e marocchini. Mi prendono in giro per il ciuffo bianco ma quando arrivano vicino e vedono le mie unghie con lo smalto nero, cinque o sei di loro mi bloccano, uno prende un accendino e cerca di dar fuoco alle dita per ’togliermi lo smalto’ un altro vede le mie collane, prima me le chiede e poi me le strappa. A quel punto, interviene il mio amico che cerca di fermare questa gente che si stava avventando su di me. Purtroppo gli sferrano un pugno in faccia che lo getta a terra, io urlo di lasciarlo, ma loro continuano a dargli calci in bocca, alla schiena, al braccio, ovunque”.

“Io rimangocome paralizzato dalla paura, non riesco nemmeno a chiamare aiuto e neppure a telefonare alla polizia. Il mio amico a terra perde sangue, ma delle cinquanta persone intorno che vedono tutto, nessuno viene ad aiutarci. Nessuno dice basta né ci dà una mano. Solo uno, che non conosciamo, chiama il 113 e il 112 e poco dopo arriva la polizia, i carabinieri e il 118. Il branco dei picchiatori, cinque quelli più violenti, è fuggito subito ma prima ci ha rubato il marsupio con le chiavi di casa e i cellulari. Io poi ho ritrovato poco lontano il mio telefonino, ma quello del mio amico non è stato ritrovato. Io sono ancora sotto choc ma a parte il livido al collo quando mi hanno strappato la collana, non ho avuto pugni. Invece al mio amico gli hanno fratturato il naso e un braccio. Io mi sto riprendendo adesso, dopo molte ore. Non avrei mai immaginato quello che è successo, mai ho pensato che il mio vezzo di darmi lo smalto nero alle unghie portasse a questo. Mi dispiace tantissimo per il mio amico, ha avuto la colpa di essere con me e di aver cercato di difendermi”.

Continua il ragazzo: “Mentre il mio amico veniva portato in ospedale, io sono salito nella macchina della polizia per andare in cerca di chi ci aveva aggredito. Abbiamo girato tutta Fano ma senza fortuna anche se la polizia ci ha detto di aver identificato il gruppo, formato da giovanissimi extracomunitari albanesi e marocchini. Io non li ho nemmeno guardati in faccia se non all’inizio. Poi ho capito di non doverli guardare per non sfidarli e ho tenuto sempre la testa bassa per non dargli pretesti. Ma non è bastato. Il mio amico mi ha detto, mentre lo portavano in ospedale, che pensava di morire, di venir ammazzato a calci e pugni. Non sentiva nemmeno più le botte, stava perdendo conoscenza. Ha rischiato la vita per colpa di un branco di delinquenti che si è avventato su di me per le mie unghie smaltate e il mio ciuffo di colore bianco. Io spero che vengano trovati. Comunque, non smetterò di mettere lo smalto, è il mio marchio di fabbrica, perché vuol dire essesere liberi”. La madre Elena conferma: “Approvo in pieno le scelte di mio figlio”.

MAROCCHINO SGOZZA DONNA A PESARO

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolotesto.jsp?id=1359443&pagina=101&sottopagina=01
 Pesaro,sgozza moglie e si butta da mura
 Omicidio-suicidio a Novilara, frazione 
 di Pesaro. Un uomo ha tagliato la gola 
 alla moglie e poi si è lanciato dalle  
 mura dell'antico borgo: è caduto sulla 
 strada sottostante ed è deceduto.      

 I carabinieri si sono accorti della    
 morte violenta della donna quando sono 
 andati a casa per avvertire la famiglia
 del suicidio dell'uomo. Lui 44 anni ma-
 rocchino, pluripregiudicato, uscito dal
 carcere 15 giorni fa per spaccio:denun-
 ciato in passato per violenza domestica
 Lei:41enne di origini sarde,ma cittadi-
 na marocchina. Lasciano due bambine.   

Profugo nuda davanti a bambina, salvata da amiche

#Fano, si spoglia davanti a una ragazzina: fermato richiedente asilo di 22 anni

Posted by Il Resto del Carlino on Monday, April 29, 2019

Marocchino sgozza donna italiana che l’aveva fatto entrare in casa

E’ un cittadino marocchino ultratrentenne l’assassino di Sabrina Malipiero, la 52enne uccisa con una coltellata alla gola, nella sua casa in via Pantano a Pesaro. L’uomo, uno della decina di persone su cui si erano focalizzate le indagini nelle ultime ore, è stato sentito contemporaneamente agli altri e ha negato per tutta la notte.
Solo stamane ha confessato davanti al pm Silvia Cecchi e agli investigatori della Squadra Mobile pesarese.

Gli investigatori sono risaliti all’uomo tramite i contatti telefonici del cellulare della vittima, selezionando quelli più frequenti negli ultimi dieci giorni, a parte i familiari e gli amici più stretti. Il marocchino è già noto alla forze di polizia, in particolare all’antidroga della Questura di Pesaro Urbino, ma non ha condanne a suo carico. Secondo le prime informazioni avrebbe frequentato spesso la casa di Sabrina Malipiero, la donna gli aveva aperto la porta di casa senza problemi. Poi, una volta dentro, un brutale pestaggio e una o due coltellate alla gola, una delle quali ha raggiunto la 52enne, commessa in un supermercato e madre di due figli grandi, da tempo separata dal marito, alla giugulare, provocandone la morte per dissanguamento. L’uomo è poi fuggito con la Daewoo Matiz nera della vittima, trovata ieri sera in un’altra parte della città. Un omicidio per futili motivi, secondo gli inquirenti.

http://www.ansa.it/marche/notizie/2018/07/15/donna-uccisa-a-pesaro-assassino-ha-confessato_b8fadd1d-4db6-4f1f-bf91-a9871156e8da.html

Pugni all’autista che chiede loro il biglietto, profughi scatenati

Sono saliti sull’autobus diretto a Montecerignone e tra i passeggeri è serpeggiato l’immancabile sentimento di diffidenza. Due ragazzi, entrambi di colore, chiaramente appartenenti alla piccola pattuglia di profughi che Macerata Feltria ospita con una certa riluttanza. E neanche a dirlo si sono subito esibiti. Alla gentile richiesta del conducente di dotarsi dei biglietti per l’utilizzo del mezzo pubblico, senza nemmeno tergiversare, i due ragazzi hanno risposto di non avere i soldi per pagarlo.
Forte della pazienza che conducenti di autobus e controllori ferroviari hanno oramai imparato, l’autista ha ribadito che senza il ticket non potevano viaggiare. E alla loro replica: «Non abbiamo i soldi» ha chiesto ai due giovani di scendere dal mezzo. Per tutta risposta uno dei due ha rifilato al conducente un pugno in faccia.

https://www.corriereadriatico.it/pesaro/macerata_feltria_pugno_controllore_passeggera_impaurita_paga_loro_biglietto-3783039.html