Cane soffocato, condannati i romeni che lo aizzarono contro agenti

18-09-2013

Si è conclusa con due condanne la vicenda relativa all’aggressione di Gigliola Guerinoni, alias la ”Mantide di Cairo Montenotte”, sbranata dal cane che era stato aizzato dai due cittadini romeni contro le forze dell’ordine intervenute per arrestarli. Ieri il tribunale di Piazzale Clodio ha condannato con rito abbreviato Giurgiu Cosmi. Dovrà scontare due anni e sei mesi di reclusione per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e per la rapina della pistola di un agente, avvenuta durante l’arresto. Vasile Popov è stato invece condannato a quattro mesi di reclusione per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Sono trascorsi otto giorni da quando la Guerinoni è stata aggredita. Passando per caso da via Francesco Selmi, zona Casal Dè Pazzi, la femme fatale, condannata nel 1989 a scontare una lunga pena per l’omicidio di Cesare Brin, il farmacista ucciso a martellate e gettato un una discarica, si era ritrovata nel pieno di un’aggressione scatenata da due rumeni ubriachi, Giurgiu Cosmi e Vasile Popov. I due ragazzi, già noti alle forze dell’ordine, in un primo momento avevano dato sfogo alla sbronza spaccando le vetrine di una pizzeria, per protesta contro il commerciante che si era rifiutato di vendere loro altre bevande alcoliche. Successivamente avevano aizzato il cane che tenevano al guinzaglio contro gli agenti intervenuti per arrestarli. Ma Scooby, il molosso di settanta chili, aveva cambiato la sua preda e aveva azzannato Gigliola Guerinoni. Per fermare la furia del cane un poliziotto era riuscito ad afferrarlo con una corda e lo aveva legato ad un albero. Scooby però, innervosito dalla situazione, aveva continuato a dimenarsi stringendo il cappio intorno al suo collo.

Era quindi morto un’ora dopo davanti gli occhi increduli di una folla di curiosi che invano attendeva l’arrivo del veterinario dell’ASL, immediatamente allertato ma giunto solo dopo due ore. Gigliola Guerinoni nel frattempo era stata portata all’ospedale Sandro Pertini dove era stata operata e le sue condizioni erano state giudicate guaribili in trenta giorni. Giurgiu Cosmi e Vasile Popov erano invece stati arrestati e ieri sono stati condannati. Dopo la sentenza, l’avvocato Stefano Caroti, che difende i due imputati, ha commentato: «Sono soddisfatto perché la condanna è stata più mite rispetto a quella prospettata dal pubblico ministero. Ad ogni modo il mio assistito, Giurgiu Cosmi, sostiene che la rapina dell’arma non è mai avvenuta, quindi ricorrerò in appello».

ARTICOLI CORRELATI

Crimini Immigrati

RSS Feed Widget

Lascia un commento