Campo Nomadi a Torino: fumi tossici, rifiuti pericolosi, aggressioni e violenze

19-06-2013

Via Germagnano, situazione disperata. Bidoni rotti e rifiuti ovunque
Tonnellate di rifiuti, un’emergenza sanitaria da brividi e la necessità di una bonifica. E’ questo ciò che è emerso dal sopralluogo effettuato dal capogruppo della Lega Nord della circoscrizione Sei Enrico Scagliotti nei campi rom di via Germagnano.

Lungo la via soltanto topi e discariche, danneggiato ancora una volta il cancello messo dall’Enpa per proteggere il canile dai Rom.

Una realtà allo sbando con rifiuti presenti accanto ai bidoni, addirittura un’officina a cielo aperto che quasi fa sorridere i presenti. Peggio, molto peggio è la situazione attualmente presente nel vicino campo, questo abusivo con bidoni danneggiati, in alcuni casi persino bruciati. Oltre a rifiuti sparsi per terra, sui marciapiedi, sulla strada e all’ingresso delle baraccopoli. Tonnellate di immondizia sono anche presenti vicino al fiume Stura e tra le baracche, con gli immancabili topi a far da cornice.

Mentre le istituzioni cercano un piano per il superamento dei campi la via continua ad annegare nel degrado tra insediamenti abusivi e un’emergenza igienico sanitaria da brividi. Uno spettacolo che non poteva certo passare inosservato. “E’ chiaro che qui si è superato il limite – spiega Scagliotti -. Bisognerà intervenire al più presto per ripulire questo campo. Ma ora è difficile stabilirne i modi e i tempi”.

Attraversando in auto lo stradone che conduce all’Amiat ci si può imbattere in topi e in montagne di rifiuti. Impossibile abbassare il finestrino a causa dei cattivi odori, alcuni dei quali provenienti anche dalla combustione delle gomme e di altri materiali velenosi. Ma basta alzare uno di quei bidoni per vedere come ai nomadi non interessi depositare i rifiuti negli appositi contenitori. “La bonifica è essenziale ma non sufficiente – chiosa Scagliotti -. Serve soprattutto un progetto d’accompagnamento per i rom, un percorso formativo dove chi sgarra fa le valigie e chi rispetta le regole rimane”.

Ma oggi in pochi sembrano volersi mettere in riga. L’inferriata che divide il campo con il canile, tanto per fare un esempio, è ancora in piedi anche se il cancello preso ripetutamente a calci e a pugni da l’idea di quale aria tiri da quelle parti. Situazione ancora più angosciante nei pressi dell’ingresso Amiat . Uno dei due ingressi al parcheggio è stato addirittura chiuso, per evitare altri furti e altre minacce. Provvedimenti che si commentano da soli.

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