Banda africani terrorizza pendolari: «Mi hanno assalita in quattro»

20-12-2017

Salgono in treno a San Martino di Lupari e iniziano a insultare il capotreno. Quando il convoglio arriva alla stazione di Galliera-Tombolo scendono e aggrediscono una passeggera, costringendola a risalire in carrozza.

Una situazione assurda, con la gang di violenti che sferra pugni contro le lamiere e i vagoni fermi in attesa che i teppisti sfoghino la loro follia. Un’attesa rivelatasi inutile: la vittima ha dovuto rinunciare a scendere e si è fermata solo alla stazione successiva. «In questi giorni mi faccio venire a prendere dai miei genitori sui binari, ho paura», racconta la giovane donna presa di mira, una pendolare 23enne di Galliera. A farle vivere momenti di terrore è stata una banda composta da un giovane di colore, due marocchini e una ragazza.

«Lavoro a Treviso e come ogni sera anche lunedì mi sono recata in stazione per salire sul treno delle 18.38, che arriva a Galliera alle 19.15», racconta la pendolare, «a San Martino di Lupari sono saliti i quattro e abbiamo subito capito le loro intenzioni. Erano molto alterati, probabilmente avevano bevuto qualche bicchiere di troppo, e hanno cominciato a inveire contro il capotreno».

La ventitreenne è quindi scesa alla stazione successiva, quella di Galliera-Tombolo, come fa ogni giorno. «Questi personaggi sono scesi con me, e poi c’erano altre due persone, che però avevano le auto poco distanti dai binari», continua la giovane, «io invece dovevo attraversare il sottopasso, ero da sola, non me la sono sentita, temevo mi potessero fare del male».

Neppure il tempo di scendere dal convoglio, che i quattro le si sono avvicinati e «mi hanno strappato il cappello dalla testa, gettandolo a terra», spiega, «sono corsa verso il capotreno, che mi ha fatto risalire chiudendo le porte del vagone. Mentre salivo però questi mi hanno raggiunto e spintonata».

Gli aggressori sono rimasti fuori, a picchiare contro i vagoni: «Sembravano impazziti, con i pugni battevano contro i vetri e gridavano». Il capotreno ha pensato bene di mettersi in contatto coi carabinieri per informarli di quanto stava accadendo lungo i binari della ferrovia. «Abbiamo aspettato un po’, speravamo la smettessero e così sarei potuta scendere. Ma non è servito a nulla. Il capotreno, che è stato gentilissimo con me, è stato pure bagnato dai quattro, che hanno approfittato di un finestrino aperto per lanciargli della birra».

Dopo una decina di minuti la furia non s’era placata, né la sbronza era sbollita: «Per non creare disagio agli altri passeggeri ho chiesto di proseguire verso Cittadella e sono scesa lì». Ma la ventitreenne non vuole rassegnarsi, non vuole lasciar perdere, come se nulla fosse successo: «Mi sono molto spaventata, credo che episodi

come questi non debbano accadere. La gente deve avere la possibilità di spostarsi liberamente in treno per recarsi al lavoro o a scuola». I carabinieri le hanno spiegato che la gang «è nota ed è stata identificata», conclude la giovane.

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