A processo per stupro: ma l’immigrato non c’è più

30-12-2014

Brescia, 30 dicembre 2014 – “Era il 3 maggio 2013, non dimenticherò mai la faccia di quell’uomo”. A parlare è una commessa bresciana di 27 anni. A distanza di oltre un anno mentre racconta ai giudici l’abuso di cui è stata vittima da parte di uno sconosciuto incontrato per caso per strada le si incrina la voce. Una mattina di primavera la giovane, all’epoca barista, lungo la via percorsa a piedi per raggiungere il luogo di lavoro si è imbattuta in un immigrato. Uno uomo mai visto prima, il quale già nei giorni precedenti pare le avesse fatto avances pesanti e che quel giorno l’avrebbe aggredita e palpeggiata.

Ora lo straniero, un egiziano in Italia dal 1998, regolare e incensurato, è sotto processo per violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico. Per l’imputato, alla sbarra in stato di contumacia, il pm Carlo Pappalardo ha chiesto un anno e dieci mesi. «Io camminavo come sempre lungo il marciapiede in via Industriale in città, erano più o meno le 7,30, avevo nelle orecchie le cuffie con la musica – ha raccontato nei giorni scorso la parte offesa ai giudici della prima sezione penale e al presidente Vittorio Masia – Una mattina ho notato un individuo dal lato opposto del marciapiede che urinava su un muro, si è girato e mi ha mostrato le parti intime. Nelle mattinate seguenti l’ho rivisto più volte, lui sempre dall’altro lato del marciapiede, io dal mio. Mi mandava baci, mi diceva cose pesanti oppure mimava atti osceni. Io a dire il vero non gli avevo dato troppo peso, di persone così ce ne sono tante, non pensavo arrivasse a tanto».

Invece quell’uomo, operaio in una fabbrica della zona, ha riservato alla ragazza una brutta sorpresa: “Vorrei solo dimenticare – ha continuato la 27enne raccogliendo le forze in un filo di voce -. Il 3 maggio me lo sono trovato appostato dietro una macchina parcheggiata sul mio lato del marciapiede. Quando mi ha vista è saltato fuori all’improvviso con i pantaloni abbassati e mi è volato addosso. Mi ha spinto contro il muro e ha iniziato a palpeggiarmi il seno. Io mi sono messa a urlare e lui è scappato». La donna, che già aveva sporto una prima denuncia per i gesti osceni (senza pero’ che i carabinieri identificassero l’egiziano) ha richiamato il 112 e questa volta lo straniero è stato rintracciato. La vittima lo ha riconosciuto tramite un album fotografico. «Quell’uomo l’aveva proprio presa di mira» ha concluso il pm. Per la difesa peroò nella vicenda ci sono dei punti oscuri e l’imputato merita l’assoluzione: «Ci pare strano che una donna si sia imbattuta più volte per strada in un energumeno il quale a suo dire le faceva gesti osceni e lei non abbia mai cambiato percorso o non si sia mai fatta accompagnare – ha stigmatizzato l’avvocato Luca Nobili Ambrosini – Quella zona poi è trafficata. Possibile che nessuno si sia accorto di niente?».

http://www.ilgiorno.it/brescia/violenza-sessuale-1.533691

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