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«Ilaria soffocata nel sangue, pestaggio brutale» – Corriere della Sera


Excite Italia

«Ilaria soffocata nel sangue, pestaggio brutale»
Corriere della Sera
La madre del senegalese arrestato: «Per me è morto». Ilaria Leone, la 19enne uccisa nel Livornese (Ansa). MILANO – Soffocata nel sangue dopo un pestaggio I sospetti contro l'immigrato irregolare, condannato a 5 mesi di galera con la condizionale
Ilaria Leone, Ablaye Ndoye arrestato per l'omicidio della Excite Italia
Ilaria Leone: arrestato il presunto assassinoAncona.OggiNotizie.it
Livorno: omicidio Ilaria Leone, in manette senegalese. Aveva Altopascio.info
Adnkronos/IGN –LiberoQuotidiano.it
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Castagneto Carducci: senegalese rimane in carcere, si cercano complici

La conferma arriva dall’autopsia effettuata questa mattina. “Ci sono elementi che ci fanno pensare a una violenza sessuale”, spiegano dalla procura.

Resta in carcere, intanto, Ablaye Ndoye, il senegalese 34enne accusato dell’omicidio. Su di lui, che continua a dirsi estraneo alla vicenda, pesano gravi prove di colpevolezza, come ha ribadito il procuratore Francesco De Leo, che non esclude ancora nessina pista: “Stiamo proseguendo gli accertamenti e non si può escludere la presenza di complici”, ha detto stamattina, confermando alcune indiscrezioni sugli elementi a carico dell’indiziato. Ndoye, che aveva precedenti per violenza, avrebbe infatti chiesto a un connazionale di cancellare la memoria del telefonino della vittima. L’uomo avrebbe avvisato i carabinieri permettendo l’arresto. “Sembra che il fermato non fosse gradito alla comunità che lo ospitava, ma che venisse tollerato per il loro senso del dovere”, ha spiegato De Leo.

AGGIORNAMENTO: un secondo comunicato del medico legale esclude al momento la violenza sessuale.

Livorno: il Senegalese assassino è uno spacciatore, delinquente abituale ma non espulso

Livorno, 3 mag. (Adnkronos) – E’ un immigrato senegalese irregolare sul territorio italiano il 34enne senegalese fermato nell’ambito dell’omicidio di Ilaria Leone, la 19enne trovata morta strangolata ieri mattina nelle campagne di Castagneto Carducci (Livorno). L’uomo spacciava droghe leggere, e la stessa vittima, secondo quanto riferito dagli inquirenti, era una consumatrice di sostanze stupefacenti. Proprio in questo ambito i due si sarebbero conosciuti.

L’uomo era destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, e aveva precedenti per lesioni, furto e danneggiamento. Il 34enne viveva in un’abitazione di fortuna a Doloratico (Livorno) vicino a Castagneto Carducci, e a volte si recava a Roma.

http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1235239/Livorno–ragazza-strangolata-consumava-droga–fermato-e–irregolare-e-spacciatore.html

Fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare. Sono risorse.

Espulso e delinquente abituale ma rimaneva in Italia. E la congolese vuole “sanatorie, cittadinanze e stop alla legge Bossi”.

Castagneto: l’ha anche stuprata, conferma dal Dna

Firenze – È stata anche violentata sessualmente Ilaria Leone, la ragazza di 19 anni uccisa la sera del 1 maggio a Castagneto Carducci (Livorno), dopo essere stata picchiata brutalmente. È quanto emerge dai risultati degli esami eseguiti dal Ris, che hanno rilevato tracce di liquido seminale sulla salma della giovane.  Per l’omicidio il giorno dopo è stato arrestato il 34enne senegalese Ablaye Ndoye, che ora dovrà rispondere anche di violenza sessuale, mentre fino adesso veniva contestato, oltre all’omicidio volontario, il tentato stupro. Gli esami biologici hanno evidenziato che le tracce di liquido seminale sono geneticamente riconducibili all’indagato. Tracce di sangue della vittima erano state rinvenute sui pantaloni del senegalese. Perde invece consistenza l’ipotesi investigativa della violenza di gruppo; Ablaye Ndoye avrebbe agito senza complici, secondo quanto emerge dalle indagini. http://quifirenze.corrierenazionale.it/cronaca/2013/06/13/news/41172-Uccisa-a-Castagneto-fu-pure-stupro

Ilaria Leone, 19enne uccisa da senegalesi

Vittima dell’integrazione

Choc: l’assassino di Castagneto aveva aggredito persone con l’ascia nel 2010!

Secondo il Tirreno.it la bestia senegalese arrestata per lo straziante omicidio della 19enne a Castagneto Carducci, nel 2010 aveva aggredito delle persone con un’ascia. Ma era incredibilmente libero in Italia. A spacciare:

DONORATICO. Quando i carabinieri lo hanno fermato aveva ancora in mano l’ascia con cui aveva danneggiato un bar, rincorso un commesso e minacciato altre persone. E’ stato arrestato e portato in camera di sicurezza. Ieri il giudice ha convalidato l’arresto di Ablaye Ndoye, trentenne senegalese. Che ha patteggiato cinque mesi per minacce e danneggiamenti. Concessa la sospensione condizionale della pena, Ndoye è stato rimesso in libertà. Tutto sarebbe cominciato a causa di un panino al kebab, domenica sera a Donoratico. Secondo quanto è emerso da una rapida indagine dei carabinieri, Ndoye aveva avuto un’animata discussione con un commesso della kebabberia davanti alla stazione, che gli aveva ricordato di dover ancora pagare un panino mangiato qualche giorno prima. La discussione poi sarebbe sfociata in scontro fisico, fino all’intervento di alcuni passanti. Ndoye e il commesso sarebbero stati divisi ma poi il senegalese sarebbe tornato alla kebabberia, brandendo un’ascia da boscaiolo, minacciando il banconista e rincorrendolo fino alla cucina. Trattenuto da altri dipendenti del locale e allontanato una seconda volta, Ndoye si sarebbe messo a caccia di altre persone, quei passanti intervenuti in occasione della prima lite in strada, davanti alla kebabberia. Durante le ricerche l’africano si sarebbe fermato davanti al Bar Royal, minacciando altre persone e danneggiando gli arredi esterni del locale. Erano le 23 quando la centrale operativa dei carabinieri ha ricevuto la segnalazione. Sul posto è stata inviata una pattuglia che ha individuato Ndoye a poca distanza dal bar. Ancora con l’ascia in mano. L’uomo è stato bloccato, disarmato e portato in caserma. Ieri la convalida e il processo chiuso con il patteggiamento. http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2010/10/19/news/con-l-ascia-minaccia-un-barista-1.2124296

Buona integrazione a tutti.

Svolta nell’omicidio di Ilaria Leone (FOTO), la ragazza di 19 anni strangolata a Castagneto Carducci. Uno dei due senegalesi fermati – Ablaye Ndoye, 34 anni – è stato arrestato e portato in carcere a Livorno (FOTO). L’altro è stato rilasciato e fatto uscire da un ingresso secondario della caserma di Donoratico.
«Assassino, assassino». Così si sono rivolti alcuni amici della ragazza al giovane senegalese che stava uscendo dalla caserma insieme ai carabinieri (VIDEO). «Lo sapevo che era lui», ha urlato una giovane amica della ragazza. Secondo quanto si apprende, il giovane senegalese sarebbe stato conosciuto dai ragazzi della zona e anche da Ilaria.
IL CELLULARE NEL SUO ZAINO. «Il senegalese fermato era conosciuto come spacciatore e la giovane era una consumatrice di sostanze stupefacenti», ha detto il procuratore Francesco De Leo durante la conferenza stampa dei carabinieri a Livorno. Al 34enne senegalese gli inquirenti sono arrivati sia grazie al telefono cellulare della ragazza, trovato nello zainetto dell’uomo (nascosto nel giardino della casa dove il senegalese viveva insieme ad alcuni connazionali) che avrebbe ricevuto l’ultima chiamata da Ilaria Leone, sia dall’aiuto fornito dalla comunità senegalese molto forte nella zona. Il 34enne, ha spiegato il procuratore Francesco De Leo «era una personalità compatibile con quanto è successo: era conosciuto come persona violenta e con precedenti per lesioni, furto e danneggiamento».

«Ablaye Ndoye non aveva il permesso di soggiorno ed era già destinatario di un provvedimento di espulsione le cui pratiche erano in corso», ha aggiunto Francesco De Leo, che insieme al comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Della Gala ha confermato che l’uomo non ha ancora confessato, ma che «su di lui ci sono pesanti indizi». I carabinieri hanno anche spiegato che «per la svolta delle indagini ha avuto un ruolo fondamentale la comunità senegalese».
VEGLIA SILENZIOSA. Venerdì sera veglia silenziosa a Castagneto promossa dal Comune che ha anche decretato il lutto cittadino il giorno dei funerali della ragazza (Nella foto la veglia in piazza del Popolo a Castagneto).«Quello che è accaduto in queste ore ci fa inorridire! (dovevi inorridire prima) – è scritto in una nota firmata da sindaco, giunta e capigruppo consiliari -. Castagneto Carducci non ha mai vissuto episodi di questo genere. Siamo una comunità coesa e solidale che rifiuta ogni tipo di violenza. Quello che è successo a Ilaria è una cosa atroce, indicibile, sconvolgente che ci lascia senza parole. Siamo tutti vicino alla mamma, al babbo e a Mattia».

DOVE È STATA UCCISA. Sarà l’autopsia, in programma sabato a Pisa, a confermare se Ilaria Leone sia stata anche violentata. I carabinieri del Ris stanno anche cercando di verificare dove la giovane è stata uccisa: sul corpo infatti ci sono segni di trascinamento. «Molto probabilmente – ha detto il procuratore De Leo – è stata uccisa da un’altra parte anche se poco lontano».

STRANGOLATA A 19 ANNI. La ragazza è stata trovata seminuda, con i pantaloni abbassati e da un primo esame sul corpo sarebbe stata strangolata a mani nude. Tracce biologiche sono state repertate dagli investigatori che indagano sull’omicidio di Ilaria. Lo ha riferito il procuratore di Livorno Francesco De Leo. Il magistrato non ha escluso l’ipotesi che la giovane possa essere stata violentata o che abbia subito un tentativo di violenza. Emerso anche che sarebbe stata uccisa altrove, non lontano, e poi trascinata nell’uliveto. Proseguono anche gli interrogatori di parenti e conoscenti.
FOTO Il luogo del delitto
La giovane lavorava al ristorante “La Gramola” poco distante dal luogo del ritrovamento del corpo e di lei non si avevano notizie dalle 22 del primo maggio. Ad accorgersi del cadavere, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una persona che ha avvisato i carabinieri.

Veglia a Castagneto Carducci

Livorno, orrore inaudito: 19enne italiana strangolata e forse stuprata da immigrati senegalesi

Livorno 03 mag 2013 – Sembra vicino a una svolta l’omicidio di Ilaria Leone, la ragazza di 19 anni stragolata a Castagneto Carducci.  Uno dei due senegalesi fermati è stato arrestato e portato in carcere a Livorno.

Ilaria Leone, 19enne uccisa da senegalesi

L’altro è ancora a disposizione dei carabinieri nella caserma di Donoratico. L’arrestato sarebbe stato rintracciato tra Piombino e Castagneto. A lui i carabinieri sarebbero arrivati grazie al cellulare rintracciato dopo che gli amici di Ilaria lo avrebbero segnalato come uno dei possibili sospetti. Poco fa nella caserma di Donoratico i carabinieri hanno portato il suo zaino e una bicicletta con la quale il giovane si muoveva nella zona. La ragazza è stata trovata seminuda, con i pantaloni abbassati e da un primo esame sul corpo sarebbe stata strangolata a mani nude. Tracce biologiche sono state repertate dagli investigatori che indagano sull’omicidio di Ilaria. Lo ha riferito il procuratore di Livorno Francesco De Leo. Il magistrato non ha escluso l’ipotesi che la giovane possa essere stata violentata o che abbia subito un tentativo di violenza.Emerso anche che sarebbe stata uccisa altrove, non lontano, e poi trascinata nell’uliveto. Proseguono anche gli interrogatori di parenti e conoscenti. La giovane lavorava al ristorante “La Gramola” poco distante dal luogo del ritrovamento del corpo e di lei non si avevano notizie dalle 22 del primo maggio. Ad accorgersi del cadavere, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una persona che ha avvisato i carabinieri.

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2013/05/03/news/castagneto-strangolata-a-19-anni-c-e-un-fermato-1.6990724

Castagneto Carducci (Livorno), 3 maggio 2013 – Sarebbero due i giovani fermati dai carabinieri perche’ coinvolti nell’omicidio di Ilaria Leone, la ragazza di diciannove anni trovata morta in un uliveto nei pressi di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. Nelle ultime ore, infatti, gli inquirenti avrebbero fermato anche una seconda persona. Si tratterebbe di un senegalese coetaneo della ragazza uccisa che, secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, conosceva la giovane strangolata.  Il giovane senegalese fermato e sospettato di avere un ruolo nell’omicidio di Ilaria sarebbe stato rintracciato grazie al telefonino. Il ventenne e’ stato bloccato non molto distante da dove si e’ consumato l’omicidio: i carabinieri gli hanno sequestrato anche una bicicletta e uno zaino. Mentre usciva dalla caserma dei carabinieri di Donoratico dove e’ stato a lungo interrogato dagli inquirenti per essere accompagnato a Livorno a disposizione dell’autorita’ giudiziaria, la piccola folla di amici e conoscenti di Ilaria Leone che si trovava sul posto lo ha ripetutamente offeso.

A quanto si apprende, l’autore del delitto avrebbe cercato, anche maldestramente, di occultare il cadavere. Sempre secondo gli inquirenti la giovane non sarebbe stata uccisa nell’uliveto, ma qui sarebbe stata trascinata in seguito dal suo assassino. Gli  investigatori in queste ore avevano ascoltato parenti, amici e colleghi della ragazza nell’intento. Nella notte i carabinieri avevano sentito anche l’ex della giovane, un ragazzo di Piombino, come persona informata sui fatti, ma il giovane è stato rilasciato senza alcuna accusa a suo carico.

Senegalese fermato per l'omicidio

LA RABBIA DEGLI AMICI – ‘Assassino, assassino”. Cosi’ si sono rivolti alcuni amici di Ilaria Leone al giovane senegalese che stava uscendo dalla caserma insieme ai carabinieri. ”Lo sapevo che era lui”, ha urlato una giovane amica della ragazza assassinata. Secondo quanto si apprende, il giovane senegalese sarebbe stato conosciuto dai ragazzi della zona e anche da Ilaria.

IL RITROVAMENTO DEL CORPO – Sono passate da poco le 11 quando in località Piantoni intervengono carabinieri del comando provinciale di Livorno. La ragazza è in mezzo agli ulivi, indossa gli indumenti intimi, un paio di pantaloni (si scoprirà successivamente che sono quelli con cui lavora in un ristorante) e una maglietta. I pantaloni, però, sono abbassati. Non ha documenti: la borsa, il suo cellulare e altri effetti personali sono spariti. E’ stesa sul selciato: la gamba destra leggermente sollevata, quasi a voler allontanare qualcuno. come se avesse lottato con il suo assassino. Ci sarebbero anche ecchimosi nella zona vaginale.

Ilaria la conoscevano molti da queste parti. Lavorava da una ventina di giorni in una delle pizzerie più conosciute del paese, «La Gramola». Una famiglia di gente semplice, la sua. Genitori separati, il padre Leonardo vive a Donoratico, lungo la vecchia Aurelia, dove fa l’autista. La madre, Rosaria Cariano, da una ventina di giorni abita invece a Castagneto dove le è stata assegnata una casa popolare. Quando ieri è stata chiamata dai carabinieri era ancora a casa, inconsapevole che la sua vita da lì a pochi minuti sarebbe stata stravolta per sempre. Lei ed il fratello di Ilaria, Mattia, di 25 anni, arrivano in via Garibaldi nella caserma dei carabinieri. L’urlo del ragazzo è agghiacciante quando afferra il cellulare e dice: «Hanno ammazzato Ilaria, zio vieni subito». La madre Rosaria è sconvolta, le urla di disperazione si sentono fin dalla strada. E’ necessario sedarla e per questo arriva un’ambulanza. Intanto il cadavere della figlia viene portato all’obitorio di Cecina a disposizione del medico legale. Oggi sarà effettuata l’autopsia e sarà così possibile stabilire con esattezza come Ilaria è stata uccisa.

LE COSE CERTE: Ilaria mercoledì sera è uscita dal ristorante intorno alle 21.45, ha salutato gioviale come sempre: «Ci vediamo domani…». Poi è stata vista in paese con una collega tra le 22 e le 23. Avrebbe chiesto a un ragazzo di farle accendere una sigaretta, ma questo le avrebbe risposto che non fumava, così lei si sarebbe rivolta a un altro giovane. Niente di strano. Qualcuno, però, l’avrebbe poi vista parlare al telefono in maniera concitata. Stava parlando con la persona che l’ha uccisa? Fatto sta che la sua morte risale alla notte: probabilmente intorno alle 23.30. A quell’ora i cani di un’abitazione poco distante hanno iniziato ad abbaiare in maniera furiosa, come ha spiegato la padrona: hanno visto o sentito l’omicidio? I carabinieri per adesso non escludono nessuna ipotesi. Quella della violenza sessuale ma anche quella di un omicidio di impeto: l’assassino prima di fuggire si è infatti premurato di portare via i documenti e il telefono di cellulare della ragazza, forse perché la sua identità fosse scoperta con il maggiore ritardo possibile. Nella vita di Ilaria non sembrano comunque esserci lati oscuri, anche se la madre ad un certo punto davanti alla caserma dei carabinieri sarebbe stata sentita urlare: «Lo sapevo che non doveva frequentare quel tipo» riferendosi a un ragazzo del luogo. Un indizio o solo le parole di cieca disperazione di una madre che ha perso per sempre la figlia? Gli inquirenti per adesso non commentano: «Speriamo solo di poter fare presto chiarezza su tutto».

http://www.lanazione.it/cronaca/2013/05/03/882607-livorno-ragazza-strangolata-ilaria-leone-sentito-interrogato-fidanzato.shtml