Droga, 700 persone si rifornivano dagli immigrati: incassavano 1.500 euro al giorno

31-01-2020

http://www.voceapuana.com/mobile/massa-carrara/cronaca/droga-700-persone-si-rifornivano-alle-ex-colonie-4-arrestati-guadagnavano-1-500-euro-al-giorno-25122.aspx

Massa-Carrara – Nella mattinata di martedì 28 gennaio, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Massa-Carrara hanno dato esecuzione alla fase conclusiva dell’indagine denominata “Market Motta”.

L’inchiesta è scaturita dall’assidua frequenza di consumatori abituali di stupefacenti nell’area della ex colonia Motta e si è svolta sotto la costante direzione del sostituto procuratore Alessia Iacopini, della Procura di Massa.

Gli accertamenti, avviati nel mese di marzo del 2019, hanno consentito di appurare che i clienti erano soliti contattare soggetti di origine marocchina. In particolare, è stato riscontrato, già nelle fasi iniziali delle indagini, che i luoghi fissati per la ricezione delle dosi erano rappresentati da varchi realizzati lungo le recinzioni dell’area di via delle Pinete e del lungomare di ponente, dove insistono colonie abbandonate, divenute un vero e proprio “supermarket” della droga.

Qui gli spacciatori, favoriti nelle loro attività illecite dai numerosi nascondigli offerti dai ruderi e dalla boscaglia, si sentivano al sicuro ed in grado di avvistare per tempo, attraverso vedette, eventuali pattuglie delle forze dell’ordine.

Le indagini tecniche, indispensabili per riuscire a penetrare nella rete dei contatti e per seguire i movimenti degli indagati, hanno rivelato l’esistenza di una struttura criminale ben organizzata, in grado di garantire l’operatività del “market” 24 ore su 24, peraltro a fronte di una domanda sempre alta e continua di dosi di droga, in particolare cocaina.

Gli stessi rifornimenti degli spacciatori avvenivano sfruttando il “fortino” costituito dai ruderi. Ai consumatori era consentito soltanto di avvicinarsi alla recinzione perimetrale. In questo modo veniva ostacolata la possibilità di intervenire in flagranza di reato.

Le conversazioni intercettate nel frattempo, affiancate da ripetute attività di osservazione e pedinamento, hanno portato all’individuazione di quattro soggetti con maggiori capacità operative e decisionali, nei cui confronti, atteso il pericolo di fuga e la constatata commissione di plurimi episodi di cessione di stupefacenti, il pubblico ministero ha disposto l’emissione di un provvedimento urgente di fermo di indiziato di delitto, anticipando così la cattura e l’interruzione delle attività illecite in atto.

Per l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, in relazione alle caratteristiche dei luoghi e alla capacità degli indagati di sfruttare i numerosi nascondigli, è stato necessario predisporre un articolato dispositivo di intervento, in grado di circondare l’intera area. L’osservazione dall’alto è stata assicurata dall’impiego di un elicottero della Sezione Aerea di Pisa. 50 finanzieri, appartenenti ai comandi della provincia di Massa-Carrara e ad aliquote di rinforzo specializzate dei reparti Anti Terrorismo e Pronto Impiego dei Comandi Provinciali di Livorno, Pisa e Prato, hanno realizzato un’adeguata cornice di sicurezza. Sono state impiegate anche tre unità cinofile antidroga.

L’area è stata, così, completamente isolata grazie anche al prezioso ausilio di pattuglie messe a disposizione dal Comandante della Polizia Municipale di Massa.

Il rastrellamento dei luoghi ha consentito l’individuazione di diversi ricoveri di fortuna, abbandonati da poco, e di uno dei catturati, un marocchino di 30 anni, provvisto di permesso di soggiorno rilasciato da autorità spagnole, irregolarmente circolante sul territorio nazionale, che si era nascosto in un sottoscala il cui accesso era stato accuratamente celato alla vista da un ammasso di rifiuti e da una grata.

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