BOLOGNA: PROFUGO NIGERIANO (!) UCCIDE UN UOMO – FOTO

14-01-2017

È un 25enne nigeriano, richiedente asilo in Italia, il presunto assassino dell’imprenditore Lanfranco Chiarini, ucciso lo scorso 3 gennaio nella sua villa sulle colline di Castel San Pietro. Desmond Newthing, ospitato in un centro di accoglienza di Castenaso, è stato fermato dai carabinieri ieri sera in stazione a Bologna.
Il movente dell’omicidio, avvenuto “d’impeto” e non premeditato, non è ancora stato chiarito ma, secondo quanto accertato dagli investigatori, prima del delitto fra i due ci sarebbe stato un rapporto sessuale.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/01/14/imprenditore-ucciso-fermato-e-nigeriano_43a98297-a1c5-48fd-9c3d-664923d8cb2d.html

Imprenditore ucciso nel Bolognese, fermato è nigeriano richiedente asilo, NEWTHING DESMOND

Castel San Pietro (Bologna), 14 gennaio 2017 – E’ un richiedente asilo, l’uomo fermato dai carabinieri del Comando Provinciale di Bologna con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio dell’imprenditore Lanfranco Chiarini, il 76enne ucciso avvenuto il 4 gennaio scorso presso la sua abitazione di Palesio, nel Comune di Castel San Pietro Terme (Bologna). L’uomo si chiama Desmond Newthing, nigeriano di 25 anni: ospitato nell’ultimo periodo nell Centro di accoglienza di Castenaso “Lai Momo”, è sbarcato a Lampedusa nel 2015 e con un permesso di soggiorno per motivi umanitari valido fino a giugno 2017.

Lanfranco Chiarini è morto dopo essere stato colpito da 25/30 coltellate: a rivelarlo è stata l’autopsia, i fendenti – alcuni profondi, alcuni superficiali – l’hanno raggiunto alle braccia, alla spalla e alla base del collo e sarebbero stati questi colpi a provocarne la morte per dissanguamento. L’arma, probabilmente un coltello da cucina preso in casa dall’assassino, non è stata ritrovata.

Le indagini sono partite dalle telecamere di videosorveglianza: intono alle 20 – ora confermata dall’autopsia come compatibile con la morte di Chiarini – del 3 gennaio, l’uomo è stato filmato mentre si allontana dalla villa sull’auto rubata alla vittima. Poi si vede il nigeriano abbandonare la Skoda Octavia vicino alla via Emilia e proseguire a piedi. L’analisi dei tabulati telefonici dell’imprenditore, ha permesso di restringere la rosa dei sospettati a sette persone. Un numero in particolare è finito nel mirino: è intestato a un cittadino liberiano irrintracciabile. Ma attraverso ulteriori indagini sulle persone in contatto con quell’utenza consentivano di identificare Newthing come sospettato. Il giovane, però, dal giorno successivo all’omicidio era irreperibile. Intanto, i rilievi effettuati dal Ris dei carabinieri hanno individuato tracce di sangue sull’auto e impronte digitali nella villa dell’omicidio. La caccia al nigeriano, celibe e nullafacente, si è dunque estesa a tutta Italia e alla fine è stata trovata traccia del suo passaggio ieri pomeriggio in stazione: era appena arrivato da Rimini dove si era nascosto con la scusa di essere alla ricerca di un lavoro.

A suo carico ci sono numerose prove: la quantità di contatti telefonici con Chiarini anche il giorno dell’omicidio, la sua presenza a Castel San Pietro Terme subito prima e subito dopo l’ora del delitto, l’irraggiungibilità della sua utenza telefonica proprio tra le 19 e 20 del 3 gennaio (nella villa di Chiarini non c’è campo), la valutazione antropometrica sull’uomo visto allontanarsi dall’auto del Chiarini, la presenza di tagli sulle dita della mano destra del nigeriano (i responsabili del centro di accoglienza di Castenaso ricordano di averlo visto il 4 gennaio con cerotti sulla mano). Il nigeriano, portato in caserma e interrogato dal pm Antonella Scandellari, non ha fornito spiegazioni né addotto alibi che lo potessero scagionare. Sono ancora in corso accertamenti per ricostruire il movente dell’omicidio.

Sin dalle prime ore delle indagini la principale pista investigativa è stata quella di un incontro a sfondo sessuale finito male, degenerato in lite e poi nell’omicidio. Dalla casa era stata rubata l’auto della vittima, la Skoda Octavia grigia ritrovata nei giorni seguenti, il cellulare e una borsa con mille euro.

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/omicidio-castel-san-pietro-fermato-1.2815777

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