Anziano rapinato della pensione da due Zingari

12-09-2016

 

PADOVA. «Hanno colpito da vigliacchi. Hanno atteso che mi sedessi sul deambulatore per riposarmi e mi hanno accerchiato. Uno mi ha immobilizzato, l’altro mi ha strappato il marsupio con i soldi». Marcello Bortolotto, 84 anni, ex panettiere di via Boccalerie, è l’ultima vittima dei ladri che puntano gli anziani per avere vita facile. Venerdì mattina l’hanno visto uscire dall’ufficio postale di Voltabarozzo e hanno pensato che c’era un’altissima probabilità che fosse andato a ritirare la pensione. Così l’hanno seguito in auto. Lui, lentamente, con l’aiuto del suo carrellino, si è incamminato verso casa: una villetta singola con giardino in via Venier.

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«All’incrocio tra via del Cristo e via Pisani mi sono fermato un attimo, alla mia età non è così facile fare tutta quella strada. Mi sono seduto all’ombra qualche minuto ma ho capito subito che si imbarcava male» racconta Marcello con grande energia. «Si è fermata un’auto poco distante da me, sono scesi in due e mi hanno raggiunto. Uno mi ha immobilizzato da dietro, l’altro ha agguantato il marsupio e me l’ha strappato dai fianchi. Dentro c’erano 300 euro appena prelevati in posta, le chiavi di casa, il libretto della pensione e la carta d’identità».

Marcello, durante l’aggressione, è caduto. Ha piantato le ginocchia sull’asfalto e ha chiesto aiuto con tutta la voce che aveva in corpo. «Crede che qualcuno si sia degnato di fermarsi? Nemmeno per sogno. Sono rimasto lì da solo e ho visto i miei aggressori andarsene tranquillamente, risalire in auto e scappare con i miei soldi».

Il tutto è accaduto poco dopo le 10 del mattino. Tuttavia l’allarme alla polizia è stato dato solo verso le 13.30 ma ormai a quell’ora ogni ricerca è risultata inutile. Marcello Bortolotto ha parlato a lungo con gli agenti. Quando ci sono di mezzo gli anziani bisogna avere un atteggiamento comprensivo e cercare di estrapolare tutti i particolari che possono risultare utili all’indagine.

Secondo quanto riferito dall’anziano si tratterebbe di due nomadi: carnagione, fisionomia e le modalità dell’aggressione fanno pensare proprio a loro. «Volevano sapere con che auto sono arrivati ma cosa volete che ne sappia io. Sono stati così veloci che non ci ho capito più niente, figurati se mi ricordo il modello dell’auto».

Dopo un primo intervento della volante, l’indagine è passata nelle mani degli investigatori della Squadra mobile. Visto che l’anziano è stato sicuramente seguito dal momento in cui è uscito dall’ufficio postale, non è escluso che le telecamere del centro di Voltabarozzo possano dare qualche indizio importante agli agenti.

«Quel che è certo, al momento, è che devo cambiare

tutte le serrature delle porte di casa» lamenta l’anziano. «I documenti li ho già rifatti mentre i soldi non me li restituirà nessuno. Mi servivano per comprare qualcosa da mangiare nel fine settimana».

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