Scambia bus per un taxi e sputa negli occhi controllore: vaccini e 6 mesi di esami per escludere virus

18-04-2014

Insulti, minacce di morte e persino uno sputo in faccia. Un’aggressione inspiegabile quella subita da Natale Amoruso, un autista di Brescia Trasporti che il 2 aprile scorso è stato minacciato da un giovane di colore che voleva scendere a Rezzato in un punto dove la sosta non era prevista. Una banale deviazione per lavori in corso ha scatenato senza motivo la reazione del giovane extracomunitario che ha iniziato a insultare l’autista della linea 3. Amoruso, che fa questo lavoro da 16 anni, ha mantenuto la calma spiegando che il percorso era cambiato per un cantiere, ma il ragazzo non ha sentito ragioni. «È colpa tua se non posso scendere. Non farti più vedere su questa linea altrimenti ti ammazzo» avrebbe detto il giovane non ancora identificato. Poi si è avvicinato all’autista e gli ha sputato negli occhi. Un episodio che ha costretto Amoruso a farsi curare dal reparto Infettivi del Civile. «Ho iniziato la vaccinazione per l’epatite – spiega lui – E per sei mesi dovrò fare prelievi e accertamenti». Una pagina grigia per il dipendente di Brescia Trasporti, ma anche una vicenda che riapre il dibattito sulla sicurezza per il trasporto pubblico.

«Non possiamo più considerare normali queste aggressioni» ha spiegato ieri Luigi Recupero, segretario regionale dell’Unione generale del lavoro (Ugl). Il sindacalista, con accanto l’autista aggredito, ha ribadito che «c’è bisogno di una strategia per dare più sicurezza ai lavoratori». Secondo il segretario generale di Ugl Brescia, Salvatore Riccio, sono diversi gli episodi di aggressione passati in silenzio: «quello che serve è un deterrente». A preoccupare il sindacato «è il senso di impunità» di chi insulta e aggredisce gli autisti. «Lo fanno – spiega Recupero – perché hanno capito che nemmeno i controllori possono costringere chi è senza biglietto a scendere dal bus. O a mostrare i documenti». I controllori sono un’autorità, ma non hanno i poteri attribuiti ai vigili urbani. Né tanto meno alla polizia di Stato. «Perciò chiediamo che la vigilanza su autobus e metrò aumenti. Sappiamo che i poliziotti sono sotto organico – riflette Recupero – perciò chiediamo di impiegare guardie giurate nell’attività di controllo sui bus». Il sindacalista ricorda che per queste figure esiste un iter formativo ad hoc messo a punto dalla Regione. Ma se non ci fossero risorse, l’idea è quella di chiamare dei volontari a costo zero. «Abbiamo già la disponibilità di ex buttafuori. Non importa che non possano ammanettare nessuno. Quello che dobbiamo fare – sottolinea Recupero – è dare l’impressione plastica che esista un controllo più severo».

http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_aprile_17/violenze-autisti-vigilantes-bus-31b4e7b6-c61b-11e3-8866-13a4dbf224b9.shtml

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