Argenta,cimitero preso di mira da parte di zingari slavi, rubato rame sui tetti

04-11-2013

ARGENTA. Tornano i ladri di rame spesso di etnia rom (slavi). E anche loro sono andati a fare una “visita” al cimitero di Argenta e non certo per portare un fiore o dire una preghiera. No, i malviventi, ci sono andati per rubare il rame di copertura delle cappelle. Un furto avvenuto ieri notte, proprio in concomitanza con le giornate di maggior affluenza al cimitero e tra l’altro in una zona del camposanto di Argenta illuminata da due potenti fari. Un colpo che ha permesso alla banda del rame di asportare circa 200 metri quadri di lastre di rame. Per la banda, rimettere sul mercato la refurtiva, potrebbe voler dire aver fatto un colpo di circa 50 mila euro mentre è assai difficile al momento stabilire a quanto ammonti il danno per le famiglie colpite dal furto, in quanto dovranno essere fatte tutte le valutazioni su come ricoprire il tetto e quale materiale usare allo scopo. Di sicuro non sarà rame. Ad accorgersi del furto è stato Orazio Roma, quando ieri, poco prima di mezzogiorno, nello spazzare le foglie davanti alla sua cappella, si è accorto che c’erano dei calcinacci. «È bastato alzare lo sguardo sul tetto – raccontava ieri Roma – che mi sono accorto che non c’era più la copertura in rame. Ho subito avvisato Daniele Lolli, ispettore della polizia municipale, anche perchè, fra le 12 famiglie colpite dai ladri c’è anche lui«. Infatti, il settore preso di mira è una palazzina di 15 metri per 10 e riguarda 12 famiglie. Dell’accaduto è stato avvisato anche un dipendente di Secif la società del gruppo Soelia che gestisce le opere cimiteriali del territorio di Argenta.

Dunque, i ladri di rame sono tornati a colpire in quella che nel 2010 era stata chiamata la “cassaforte” del rame. Erano i primi di maggio di quell’anno quando per tre settimane consecutive i ladri asportarono quintali di rame dai tetti. Una banda che l’ex comandante dei carabinieri di Argenta, il maresciallo Cisticerchi assicurò alla legge e da allora Argenta fu salva. L’ultimo furto di rame risale ai primi di marzo di quest’anno quando dal cimitero di Codifiume sono stati rubati 20 metri di pluviali, allora furono presi la banda di zingari della ex-yugoslavia (kosovari). (g.c.)

 

 

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