Treviso: 78enne pesta rapinatori, un viado brasiliano e il suo “amico” xenofilo

17-05-2013

Nuovo episodio di violenza in pieno giorno a San Zeno, tra via Dandolo e il Terraglio. Un settantottenne è stato aggredito da due malviventi a scopo di rapina. Ma non si è fatto prendere dal panico e ha reagito assestando due pugni. In quel momento stava anche passando una pattuglia delle Volanti della questura che, grazie anche all’aiuto di un passante, è riuscita a mettere le manette ai polsi dei due aggressori: si tratta di Luca Michielan, pregiudicato di 34 anni,e di un viado brasiliano di 38 anni. La vittima è il pensionato Rino Bettiol, che non ci ha pensato due volte a difendersi: «Pensavo fosse una semplice coppietta, non certo una coppia di rapinatori. Non ho avuto paura ad affrontarli, ad uno ho dato un cazzotto, l’unica cosa da fare di questi tempi».
Erano le 14.30 circa quando Bettiol ha parcheggiato la sua automobile sotto il cavalcavia della stazione, a San Zeno. L’uomo aveva raggiunto l’abitazione di un amico tra via Dandolo e via Terraglio, dove doveva fare alcuni lavoretti in giardino. In quel momento è scattato l’agguato: Il trevigiano e il brasiliano avevano notato il portafogli del pensionato che usciva dalla tasca. A questo punto l’hanno assalito, pensando si trattasse di un colpo facile. La realtà è stata però ben diversa.
La vittima della rapina si è infatti divincolato dalla presa e con un pugno all’uomo ed un secondo fendente al transessuale, che aveva inutilmente cercato di sfilare il portafogli dalle tasche del malcapitato, li ha messi a terra. I due rapinatori sono stati quindi costretti alla fuga, per poi essere bloccati dalla polizia nei pressi del cavalcavia, tra via Dandolo ed il Terraglio. Ad avvertire una volante che si trovava in zona di quanto era accaduto poco prima è stato un passante. Per entrambi è scattato l’arresto con l’accusa di tentata rapina aggravata.
Per il pensionato si è invece trattato solamente di un grande spavento, affrontato però con grande prontezza di spirito. «Pensavo fosse una semplice coppietta, non certo una coppia di rapinatori», ha spiegato poi Rino Bettiol, «non ho avuto paura ad affrontarli, ad uno ho dato un cazzotto, l’unica cosa da fare di questi tempi».
Il quartiere di San Zeno torna quindi al centro della cronaca e l’arresto di ieri dimostra come la polizia stia presidiando il territorio a caccia di qualsiasi indizio utile a ricostruire l’identità del mistrioso piromane che sta tenendo sotto scacco San Zeno da metà marzo, da quando andò a fuoco la prima auto, quella di un agente di commercio parcheggiata in via Rizzi. Da allora è stata un’escalation: altre quattro vetture sono state distrutte dalle fiamme dolose insieme a un cassonetto delle immondizie e, ultima in ordine di tempo, alla cabina telefonica tra via Bregno e via Palladio. L’ipotesi che si tratti della stessa mano è sostenuta dal fatto che la tecnica è identica: un sacchetto di rifiuti incendiato sistemato sotto la vettura alla scopo di scatenare il rogo. Il moltiplicarsi degli episodi ha indirizzato le indagini verso un piromane con le caratteristiche della serialità. A rendere complicata la ricerca è l’assenza di immagini dal momento che nel quartiere, come denunciato dai residenti, non ci sono videocamere.
Quelle telecamere annunciate all’indomani dello stupro di via Dandolo: in quel caso c’erano le immagini e si rivelarono preziosissime per incastrare il colombiano Zuluaga. La restante parte del quartiere risulta però scoperta.

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2013/05/16/news/a-78-anni-pesta-e-fa-arrestare-i-rapinatori-1.7078872

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