Porno truffa “migrante”: ricattano uomini che si spogliano in chat

17-04-2013

Chat pornografica: donne si spogliano on line e poi invitano l’uomo a masturbarsi, poi scatta il ricatto su facebook. Alle spalle di questa truffa, che può anche distruggere delle famiglie, vi sono organizzazioni criminali provenienti dal Nordafrica.

Genova – Il mondo delle videochat è sempre più diffuso in Italia e i reati ad esso connessi stanno sempre più diventando frequenti. E la storia di Fabrizio, barista 35enne di Bolzaneto, deve far riflettere sulla pericolosità di queste trasgressioni.

Fabrizio, mesi fa, aveva accettato di partecipare a una videochat erotica su un noto sito del genere. Di fronte a lui una donna, che si è subito spogliata chiedendo poi al barista di masturbarsi. L’uomo, ignaro della trappola, ha accettato e dopo alcuni giorni è iniziato il suo calvario. Fabrizio è stato infatti aggiunto su facebook dalla ragazza e ha ricevuto un messaggio di minacce dove venivano richiesti soldi in cambio della non pubblicazione delle sue foto mentre era intento a masturbarsi. Un sistema collaudato, visto che sul messaggio, recapitato nella posta privata del social network, era presente anche una sorta di tariffario: 300 euro per i single, 600 per gli sposati. Qualora questa proposta venisse rifiutata la fantomatica donna della chat (il profilo era in realtà un fake) avrebbe mandato le foto a tutti gli amici del trentacinquenne.

A questo punto Fabrizio ha deciso di vincere l’imbarazzo e ha denunciato tutto alla polizia postale e qui ha scoperto di non essere l’unico in questa situazione. Secondo la polizia postale infatti nel 2012 ci sono state oltre duecento denuncie di questo tipo in tutta Italia, tante provenienti dalla Liguria. Le organizzazioni criminali che le mettono in atto sono per la maggior parte provenienti dal Nordafrica e di difficile reperibilità. Due le tipologie dei truffati. O ragazzi giovani, sotto i 20 anni, che una volta ricattati confessano tutto ai genitori e denunciano il fatto alla postale, o uomini tra i 40 e i 50 anni, spesso in situazioni più complicate, che nella maggior parte dei casi accettano di pagare pur di non confessare tutto alla moglie. Tra loro anche un ragazzo che proprio prima di sposarsi aveva confessato tutto alla futura moglie, che evidentemente non ha apprezzato la sincerità e ha lasciato sull’altare da solo la vittima della videochat.

http://www.genovatoday.it/cronaca/videochat-porno-truffa.html

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