Marocchino condannato a sette anni per stupro e maltrattamenti in famiglia

29-01-2013

NOVARA, 29 GEN – Condanna a sette anni e mezzo di reclusione, questa mattina, martedì 29 gennaio, al Tribunale Collegiale di Novara, per un marocchino di 56 anni, accusato di una serie di reati, tra cui maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.La condanna ha previsto anche la sospensione della capacità genitoriale per un periodo doppio rispetto alla pena inflitta e l’interdizione dai pubblici uffici.L’uomo era accusato di ripetuti maltrattamenti fra le mura domestiche, episodi che, stando all’accusa (pm Marco Grandolfo), si ripetevano con una periodicità quasi quotidiana.Una situazione di cui erano vittima non solo la moglie, ma anche i tre figli della coppia. In taluni casi la donna, 46 anni, ora divorziata dall’uomo, sembra avesse dovuto ricorrere alle cure dei medici. Stando alle accuse il 56enne, ora irreperibile così come la vittima, sarebbe giunto a costringere la donna a subire rapporti sessuali con la violenza. Avrebbe, inoltre, impedito alla donna di raggiungere la madre, ormai morente. Tra le altre accuse, emerse anche in precedenti udienze, quella per cui avrebbe manomesso la caldaia per impedire alla moglie di lavarsi con l’acqua calda. Situazione che costringeva la donna a scaldare l’acqua con un pentolino o a recarsi da qualche parente o amico per offrire un bagno caldo ai figli. Spesso non avrebbe pagato le bollette, non comunicando quanto concretamente guadagnava. In aula, nelle udienze passate, come testi, i carabinieri di Trecate, che spesso erano intervenuti in quella casa a seguito di alcune liti e di denunce da ambo le parti, ma anche un’assistente sociale e il medico di famiglia. Lo stesso pm Grandolfo aveva chiesto 7 anni e 6 mesi di reclusione. Il difensore, invece, l’assoluzione o il minimo della pena.

Link Articolo: http://www.oknovara.it/news/?p=71014

Uncategorized

RSS Feed Widget

Lascia un commento