Donna ammazzata da Zingaro in fuga: grave il marito

13-12-2012

Fermiamo la violenza degli Zingari

Rom in fuga, scontro frontale muore una donna, grave il marito
Il Mattino
GIUGLIANO – Una corsa folle e sfrenata dopo un raid criminale. Una vettura lanciata a tutta velocità su un asse viario buio e pericoloso. Un sorpasso, poi un altro, poi la tragedia. Un impatto fortissimo, un boato che squarcia il silenzio di via Santa Maria a Cubito , lamiere che si scontrano con violenza e si accartocciano su se stesse. Una donna è morta, le sue figlie sono ricoverate in gravi condizioni, il marito è in prognosi riservata. Così è stata sconvolta la vita di una famiglia di Marano che viaggiava su una Fiat Punto. Il responsabile dell’incidente ha abbandonato la sua auto – un’Audi A3 – è fuggito a piedi, senza nemmeno chiedere soccorso per i feriti. È un uomo di etnia rom, molto probabilmente di ritorno da un raid criminale: a bordo della sua vettura, infatti, è stato ritrovato un passamontagna. Sulle sue tracce la polizia stradale.
Non si sa se il criminale fosse in compagnia o meno. Al vaglio delle forze dell’ordine le immagini di videosorveglianza e le impronte lasciate sul volante della vettura abbandonata. Coinvolte nel pauroso incidente una coppia, marito e moglie, e le due figlie. Al volante il capofamiglia R.P. 42 anni. Vittima della tragedia G.D.F 40 anni, madre di due adolescenti di 15 e 12 anni. La prima è ricoverata in rianimazione nell’ospedale San Giuliano di Giugliano; la più piccola invece è sotto controllo al Santobono di Napoli. Il papà è in prognosi riservata all’ospedale La Schiana di Pozzuoli, stesso nosocomio nel quale è deceduta la moglie per un arresto cardiocircolatorio causato da un politrauma conseguente al violento impatto.
La tragedia nella notte tra martedì e mercoledì. La famiglia di Marano percorre l’asse viario in direzione Giugliano introno alle 23.30. La macchina va lenta a causa della poca visibilità. La famiglia tornava da una visita a dei parenti, probabilmente da Villa Literno o Parete. Nel buio della notte compare però un’auto lanciata a tutta velocità. Il conducente cerca di sterzare e dimettere in salvo la sua famiglia. Lo scontro frontale però è inevitabile. La Punto precipita in una scarpata, l’Audi guidata dal rom si ferma. Il criminale scende, confuso e intontito. Quando si rende conto della tragedia fugge lasciando madre, padre e due figlie senza soccorsi.
Ad allertare la polizia saranno altri automobilisti. Sul posto giunge l’ambulanza con i sanitari dell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Per estrarre i corpi dalle lamiere ci sarà bisogno dell’intervento dei vigili del fuoco. La donna e il conducente vengono trasportati all’ospedale La Schiana, le due ragazze tra Giugliano e Napoli: non sanno ancora che la mamma non c’è più. Sulle tracce del rom c’è la polizia stradale. La vettura era già stata segnalata giorni fa per rapine compiute ai danni di commercianti.

 

L’ennesima vittima dell’antirazzismo militante e criminale. Ovviamente, per i magistrati della Cassazione gli Zingari non possono essere definiti “delinquenti”, sarebbe reato. Ma questa donna è morta, due ragazze hanno perso la mamma per sempre, e il minimo che noi possiamo fare è commettere un reato e dire, alto e forte: GLI ZINGARI SONO DELINQUENTI. E i magistrati che li difendono, anche.

 

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