Storie di Romeni in Italia: pestata dal marito da 6 lunghi anni

22-10-2012

Minacce e percosse di immigrati nei confronti delle donne, sempre più frequenti in Città.

Un'altra vittima dell'integrazione

Per 6 lunghi anni il marito l’ha picchiata ripetutamente. In molteplici casi è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari per medicare le lesioni che questi le procurava. Inizialmente la coppia, residente a Vasto da circa dieci anni, viveva come una famiglia normalissima, dal matrimonio era nato anche un figlio.
Poi, con il passare del tempo l’uomo era diventato sempre più irascibile, si arrabbiava con la moglie per ogni futile motivo, aveva iniziato a bere in maniera spropositata e spesso era in compagnia di amici poco affidabili. La donna aveva sempre subito in silenzio, cercando di prendere il meglio da quella relazione, aveva sempre perdonato il marito, ma le cose non erano cambiate.
Ogni volta che rincasava ubriaco la percuoteva ed iniziava ad essere verbalmente violento anche con il loro figlio. Con il passare del tempo ai maltrattamenti e alle percosse si erano aggiunte gravi minacce di morte. A questo punto la vittima aveva deciso di allontanarsi da casa anche perché l’uomo custodiva in casa fucili e munizioni, legalmente detenuti.
Si era rifugiata per qualche tempo da suo fratello, ma poi aveva fatto ritorno per via del figlio minore che, rimasto con il padre, aveva pregato la donna di tornare. Al suo ritorno la donna aveva constatato che i modi del marito non erano affatto cambiati. Un giorno, in preda ai fumi dell’alcool aveva spento una sigaretta sul braccio del figlio e poi l’aveva picchiata a tal punto da perforarle la membrana timpatica. Per le lesioni riportate aveva avuto una prognosi di 20 gg., salvo complicazioni.
L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa quando il marito rientrando a casa, sempre visibilmente ubriaco, ha aggredito la moglie e ha iniziato a minacciarla di morte, tutto come in altre circostanze, ma questa volta l’uomo ha aggiunto un particolare inquietante: per la povera donna quello sarebbe stato l’ultimo giorno di vita, perché l’avrebbe uccisa. La malcapitata sapendo dell’esistenza dei fucili, ha iniziato ad urlare sperando che qualcuno la sentisse ed è riuscita a correre in strada.
Gli operatori della Squadra Volante del Commissariato, coordinati dal Dirigente Dr. Cesare Ciammaichella, hanno trovato la donna ancora in strada, in preda ad una crisi di pianto e con addosso i segni delle violenze appena subite. Immediatamente hanno chiamato un’ambulanza che ha trasportato la poveretta in ospedale. Presso l’abitazione della coppia gli agenti hanno acquisito nr. 3 fucili con il relativo porto d’armi, di cui due automatici e uno a canne sovrapposte e numerose munizioni. L’uomo è stato successivamente identificato per D.J., di anni 49, già con precedenti penali per lesioni e maltrattamenti, ora dovrà rispondere anche di minaccia aggravata.

Per i fatti accaduti la vittima ha presentato denuncia. L’uomo dovrà rispettare scrupolosamente gli eventuali provvedimenti che saranno emessi nei suoi confronti, in caso di trasgressione rischia il carcere.

http://www.vasto24.it/?p=28529

Ridicolo. Né carcere né espulsione, ma dovrà rispettare scrupolosamente gli eventuali provvedimenti che saranno emessi nei suoi confronti, in caso di trasgressione rischia il carcere. Si, come no.

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