Narcotizza e stupra una donna: con il ricatto del “buonismo” si intrufolava nelle case

26-09-2012

Altre vittime della propaganda xenofila imperante nei media: “accogliete il migrante”. Si, accoglietelo. Poi vi deruba e vi violenta.

Vediamo Riccardi che si complimenta cn il 'migrante' per l'ennesimo atto di 'integrazione forzata'

L’immigrato che terrorizzava le contrade valleogrine, che ha violentato una donna, è finito in manette dopo un’indagine coordinata dai carabinieri delle stazioni di Schio e Valli del Pasubio e dal nucleo radiomobile della compagnia. Il marocchino Abdellaif Bengraich, 52 anni, residente a Legnago, con precedenti per furti in abitazioni, è ritenuto l’autore di almeno cinque rapine: una a Schio e quattro a Valli. Le indagini sono partite dalla città per approdare nelle contrade alte valligiane, dove l’uomo sceglieva con cura le sue vittime fra gli anziani che vivevano soli. I carabinieri erano sulle sue tracce da tempo ma il cerchio si è chiuso nel fine settimana scorso, quando l’uomo ha preso di mira a Valli una vedova di mezza età, narcotizzandola, derubandola e poi purtroppo violentandola. Almeno di questo i carabinieri sono sicuri. E l’uomo dopo il fermo si trova in carcere su ordine di custodia del gip di Verona. La tecnica usata era consolidata: Abdellaif girava le case con un sacco contenente calze, fazzoletti e altri oggetti per la cura della persona e della casa, da vendere porta a porta. Si presentava fra le 13.30 e le 14.30, quando le persone avevano appena terminato di pranzare, si sedeva e chiedeva gentilmente un caffè, che gli veniva offerto. Nella tazzina del padrone di casa (le vittime sono state tre donne e due uomini) finiva, iniettato con una siringa, una dose di un potente sonnifero acquistabile come farmaco generico, in grado di addormentare chiunque per almeno cinque ore. Un tempo più che sufficiente per compiere le sue ruberie con bottini che vanno dai 500 euro rimediati in casa di un uomo, da dove sono spariti anche un binocolo e una catenina d’oro, ai 200 euro più monili dell’ultimo colpo, quello in cui non si è accontentato di narcotizzare e depredare la vittima ma l’ha pure violentata. La donna è rimasta sopita per sette ore, poi ha chiesto aiuto ad un’amica ed è stata ricoverata all’ospedale di Santorso , dove sono giunti i carabinieri per le prime testimonianze. Nel giro di 24 ore, con i riscontri ottenuti (ed altri arriveranno dall’esame del Dna su alcuni indumenti), i militari sono giunti a fermare il marocchino, bloccato mentre stava rientrando a casa in auto da uno dei suoi giri. L’uomo avrebbe una precedente denuncia per violenza su una donna e soprattutto ci sarebbero altri casi dubbi al vaglio degli inquirenti. Nel suo veicolo è stata trovata parte della refuriva, siringhe, due confezioni di narcotico e un lubrificante oltre a 700 euro in contanti. Il marocchino ora si trova in carcere a Montorio.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/414209_rapine_e_stupro_in_cella_il_terrore_della_val_leogra/

La domanda è sempre la solita: cosa ci faceva ancora in Italia, un Marocchino con precedenti per furti in abitazioni? La risposta è tutta nella magistratura xenofila e incapace. Capace solo, di indagare gli Italiani che reagiscono, prima di essere ammazzati o violentati.

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