Usanze albanesi: picconate alla moglie

02-09-2012

Cerca di uccidere la ex moglie con una piccozza, poi le brucia l’auto: arrestato

Una 39enne di origini albanesi, L.M., è stata ferita alla testa e agli arti superiori dall’uomo dal quale si era separata. Nel corso della notte lui, residente a San Martino in Pensilis e forse ubriaco, l’ha raggiunta nell’abitazione di Ururi, aggredendola con un attrezzo agricolo acuminato. Quindi ha cercato di incendiarle l’auto. I carabinieri sono intervenuti salvando la giovane dal peggio e trasferendo l’operaio, albanese anche lui, nel penitenziario di Larino.

Ururi. Quando è arrivata in pronto soccorso, nel cuore della notte, sanguinante e impaurita, L.M., 39enne albanese residente a Ururi, ha raccontato di essere stata picchiata con un attrezzo di metallo simile a un’asta. Il colpevole di quella brutale aggressione è l’ex marito, anch’egli albanese di 43 anni, ora arrestato dai Carabinieri. Le accuse sono pesanti: tentato omicidio e danneggiamento seguito da incendio. Secondo i carabinieri infatti, l’uomo, conosciuto a Ururi col nome di Zam, ha tentato di uccidere la ex moglie e non contento del pestaggio, ha persino tentato di dare fuoco all’auto della donna. L’episodio è avvenuto a Ururi nelle prime ore di sabato primo settembre.

Una coppia emigrata in Italia, specificamente a Ururi, da qualche anno. Erano stati sposati, avevano avuto una bambina, ma poi qualcosa si era rotto tra loro e avevano deciso di separarsi. Secondo gli inquirenti è probabile che ci sia proprio la separazione alla base della selvaggia aggressione ai danni della donna di qualche ora fa. L’uomo, ora residente a San Martino, ha raggiunto l’abitazione dell’ex moglie, probabilmente ubriaco e dopo un litigio ha iniziato a picchiarla in maniera barbara, utilizzando un attrezzo acuminato usato per il lavoro nei campi, una sorta di piccozza con la quale l’ha colpita ripetutamente alla testa, alle braccia e in altre parti del corpo. Per fortuna la vittima si è divincolata in tempo, chiedendo aiuto.

E’ stato forse qualche vicino di casa a chiamare i soccorsi. Un’ambulanza l’ha trasportata in ospedale, dove è stata curata dai medici del pronto soccorso che le hanno riscontrato un trauma cranico e diverse ferite lacero-contuse. Ha avuto una prognosi di diversi giorni ma è stata dimessa alle 7 del mattino.

Ma nel frattempo, la furia dell’ex marito non si è arrestata. Prima di scappare, l’uomo ha tentato di appiccare il fuoco alla vettura dell’ex convivente. Poi è andato via. Nel frattempo però, i Carabinieri della Stazione di Ururi, supportati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Larino, hanno avviato indagini serrate. In poche ore sono arrivate sulle tracce dell’autore della feroce aggressione. Per l’albanese, all’alba di sabato primo settembre, è scattato l’arresto per tentato omicidio e danneggiamento seguito da incendio. E’ ora rinchiuso nel carcere di Larino e nei prossimi giorni verrà interrogato. Sequestrata intanto l’arma del tentato delitto.

La notizia si è diffusa in poche ore a Ururi, dove i due erano conosciuti. Lei svolgeva la mansione di badante in una nota famiglia del paese. In passato lui aveva lavorato come muratore e come stalliere per i buoi di un carro dell’annuale Carrese cittadina. Una persona tranquilla, dicono in paese, ma con un brutto vizio, quello della bottiglia.

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