LaBarbuta: Benvenuti nel Villaggio extra-lusso degli Zingari

22-06-2012

 La Barbuta, il Villaggio vacanza extralusso degli Zingari

«Ecco qui, container ludico, container sociale, container sanitario. In ogni casa pannelli solari, aria condizionata, boiler, gas, luce, tv: 40 miniappartamenti da 24 metri quadri l’uno , e 137 da 32 metri quadri l’uno (per 8 persone), allineati in replica perfetta di se stessi, a 30 metri da una pista di atterraggio di Ciampino.

Ai sinti “italiani” e ai bosniaci, che già popolavano la zona, si aggiungeranno altre etnie, compresa quella serba. «Gente che sta dall’altra parte», tuona Saltana, 16 figli, leader di una comunità familiare di 250 persone, nonché dell’intero villaggio. «I serbi sappiano- ammonisce- che il capo sono io». «Quelli so’ gentaccia, nun se devono nemmeno avvicinà», ringhia Barbara, fanciulla bosniaco. Avvisaglie di turbolenza al villaggio La Barbuta, clone attrezzato dell’insediamento abusivo di baracche tende e roulottes sull’Appia Antica, nell’area degradata dove, sedici mesi fa, morirono in un rogo quattro fratellini rom. Iniziativa combattuta con ardore dal sindaco di Ciampino, che l’ha denunciata al Tar come abusiva, e da tre associazione umanitarie, che l’ hanno segnalata come «inaccettabile segregazione razziale».

E’ qui, nel lusso, che vivranno 650 Zingari. Alloggio, o già alloggiati. Operazione, voluta dal sindaco Alemanno e dal prefetto Pecoraro.

Uno  Zingaro Nahazif che parla di deportazione, la quale prevede «una vita videosorvegliata da Grande Fratello», e quella di Piero Monti, del suo collega Alberto Rosi, Ufficio Risorse per Roma, di Giorgio Prosposito, mediatore culturale(lavori inutili e stipendi pagati con le nostre tasse), i quali la vedono in ben altro modo.

Guide orgogliose del primo campo nomadi attrezzato della capitale. «Ecco qui, container ludico, container sociale, container sanitario. In ogni casa pannelli solari, aria condizionata, boiler, gas, luce, tv, cucina, bagni veri, tutto a norma. Naturalmente, dovranno imparare a pagare le bollette». Per ora si levano fuori dai cancelli le grida Mirella De Loriè, la quale si lamente davanti a una montagna di rifiuti «non vengono a prenderli da 20 giorni, puzza, malati che rischiano infezioni, bambini che non mangiano” (pagate la spazzatura, come ognuno di noi fa), dell’anziana Hassiba, che ci mostra piangendo la grande baracca di legno che sta per lasciare («è casa mia, l’ho pagata 15.000 euro, contiene la mia vita, le mie cose, ora dove le metto?»), e quelle di Scefko, che ci fa sventolare sotto il naso un decreto di espulsione per lui e i suoi 5 figli: «Dicono che non abbiamo le carte in regola, anche se io sto qui da 30 anni, ed i ragazzi sono italiani(non ancora Scefko, il mafioso al Colle ancora non c’è riuscito), nati qui». Monitoraggio burocratico: effetto secondario del trasloco.«Scefko farà ricorso e avrà il suo alloggio come gli altri», assicura Giorgio(non avevamo dubbi, un altro clandestino e famiglia mantenuto da noi, con i soldi delle nostre tasse. E poi Monti, ha la faccia di definire una “vergogna” l’evasione). Gli altri come Slagiana, che misura il numero incongruo dei suoi passi e il minuscolo campo visivo del suoi sguardi nel microscopico living della nuova casa. E’ spaesata. «Il divano lo abbiamo messo fuori, non c’è spazio. E’ bello, qui, ma ci si sente soffocare, ci mancano gli alberi, lo spazio, casa nostra». Casa o baracca? Concetti che si capovolgono in virtù di chi li usa. «Aria condizionata», per esempio, è una parola nuova, prelevata dal gergo dei gagé. A Nicco non dispiace, in una giornata così torrida. «Ma come la pago la bolletta?».

http://www.ilmessaggero.it/roma/storie/roma_nel_primo_villaggio_rom_tra_comfort_e_case_alveari/notizie/204059.shtml

Insomma, villaggio vacanze iper-accessoriato con mini-appartamenti con aria condizionata. Intanto, i terremotati dell’Emilia Romagna, cittadini italiani che pagano le tasse vivono nelle tende sotto il sole cocente.

Misteri di questo paese alla malora.

E non ostante questo, gli Zingari si lamentano. Le associazioni riccardiane che lucrano sulla finta carità protestano. Vorrebbero degli appartamenti attico in piazza Navona forse?

 

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