Terrore a Todi: sparatoria e coltellate tra “famiglie migranti”

20-06-2012

Todi, 20/06/2012 – Sono le 22 di martedì, nella periferia di Todi, a Ponte Rio, quando si scatena una rissa  tra immigrati che finirà con il ferimento di tre persone, l’arresto di due uomini, tutti albanesi, l’uso di coltelli e spari d’arma da fuoco.

I particolari All’origine della colluttazione ci sarebbero problemi legati al lavoro. Il datore e il suo dipendente, entrambi albanesi, telefonicamente hanno affrontato la questione dei pagamenti. Il primo non avrebbe pagato al secondo 6 mensilità ovvero circa 8mila euro e da qui la furia di entrambi, ognuno a giustificare le propri ragioni. Le telefonate tra i due non sono state sufficienti a redimere la questione. Si danno quindi appuntamento a Ponte Rio di Todi. Entrambi raggiungono il luogo accompagnati.  Entrambi hanno altri albanesi che li fiancheggiano in vista di un appuntamento tutt’altro che rassicurante.

L’evoluzione Il datore di lavoro si fa accompagnare da un amico, un trentenne albanese, anch’egli imprenditore edile. Il dipendente invece è accompagnato dal padre, dal fratello e dal cugino. Prima le parole, poi la violenza e infine il fuggi fuggi. I due imprenditori hanno colpito selvaggiamente i familiari del dipendente, con pugni, calci, con armi da taglio e sotto la minaccia di una pistola che è stata impugnata ed utilizzata sparando un colpo colpi in aria, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Todi. Rimangono feriti in tre, il dipendente trentenne, suo padre 54enne e un fratello 29enne, tutti accompagnati al pronto soccorso di Pantalla e tutti residenti a Marsciano.  Avranno una prognosi che va dai 12 ai 20 giorni. Per il 29enne le ferite inferte al collo avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi, secondo la ricostruzione, poichè se i tagli fossero stati più profondi avrebbero colpito la carotide e la vena giugulare, con conseguenze fatali.  Il quarto parente del dipendente è riuscito a darsi alla fuga, mentre i tre, fisicamente più deboli dei due aggressori restano travolti dalla furia dei due. I feriti si incamminano a piedi in cerca di soccorsi, mentre i due aggressori scappano con la propria auto, minacciando con una pistola una donna che stava rincasando e che per puro caso ostacolava la loro corsa. I due finiranno in manette durante la notte.

La ricostruzione I carabinieri, giunti sul posto, non hanno trovato quindi i protagonisti della rissa, ma alcuni testimoni che hanno riferito l’accaduto ed hanno sottolineato di avere sentito il colpo d’arma da fuoco con assoluta chiarezza. E’ proprio grazie a queste prime testimonianze che i carabinieri hanno potuto in breve tempo mettersi sulle tracce dei presunti responsabili. Infatti dopo avere rinvenuto a terra lame di taglierino e documentato le tracce di sangue presenti sul posto, hanno raggiunto l’ospedale di Pantalla dove si trovavano i feriti, ovvero il dipendente albanese e i suoi due parenti. Da questi poi si è riusciti a risalire all’identità dei presunti aggressori.

I due aggressori I due aggressori, Z.K., di 33anni, e M.B., di 35anni, albanesi, entrambi imprenditori edili, residenti a Todi sono stati raggiunti in un bar dove, secondo i carabinieri, hanno tentato di costruirsi un alibi. Hanno infatti dichiarato di non essersi mai mossi da lì. Prontamente sconfessati però dalle prove raccolte dai carabinieri, è emerso che i due si sono allontanati dal bar proprio al momento dell’aggressione, quindi hanno confessato l’accaduto, ma non di avere utilizzato la pistola. Le perquisizioni a casa del soggetto che è stato visto impugnare la pistola chiuderanno il cerchio investigativo, poichè lì sono state trovate delle munizioni. A coordinare le attività investigative dei carabinieri di Todi, il capitano Marcello Egidio, che, in queste ore è a lavoro con i militari, per approfondire dettagli importanti della vicenda e per ritrovare la pistola utilizzata.

http://www.umbria24.it/coltellate-unarma-rissa-albanesi-manette-ospedale/104997.html

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