In Chiesa le insegnano la “compassione”: non ditelo agli immigrati

Lecco, 22 giugno 2012 – Prima si è offerto di accompagnarla fino all’auto, posteggiata, poi, con il pretesto di un passaggio, di scortarla fino a casa da alcuni amici dove doveva partecipare a una veglia di preghiera, ma una volta in macchina ha rivelato le sue vere intenzioni, baciandola sul collo e le spalle e arrivando addirittura a infilarle le mani sotto il vestito.
La violenza si è consumata in centro a Lecco. La vittima fortunatamente, una volta giunta a destinazione, è riuscita a scappare e rifugiarsi nell’appartamento dei conoscenti con i quali avrebbe dovuto pregare e  dove ha chiesto aiuto alla polizia telefonando al 113.
Inizialmente l’aggressore è riuscito a scappare, ma il giorno seguente è stato rintracciato dagli agenti di una Volante della Questura, che lo hanno riconosciuto grazie alle descrizioni delle donna. Si tratta di un albanese di 27 anni, ufficialmente residente a Salerno ma di fatto senza fissa dimora.
Tutto è successo l’altra sera, quando una giovane è stata avvicinata da uno sconosciuto che si è proposto di seguirla sino al suo veicolo posteggiato in via Balicco. Lei, lusingata dalla galanteria, ha accettato, nonostante il tizio si sia cimentato con avance abbastanza pressanti.
Arrivati alla quattro ruote la malcapitata sperava di liberarsi della non gradita presenza, ma lui si è proposto di stare con lei fino a quando non fosse giunta a destinazione. Anche in questo frangente non ha saputo rispondere di no, per timore di possibili ritorsioni e che nessuno potesse soccorrerla, ma anche spinta da spirito di compassione, dato che la donna fa appunto parte di un gruppo di preghiera, dove tra l’altro si stava recando.
Purtroppo per lei non è stata la scelta giusto, perché lo straniero, al sicuro nell’abitacolo del mezzo e al riparo da sguardi indiscreti, ha cominciato a baciarla e molestarla, toccandola nelle parti intime. L’incubo è finito solo quando la conducente è riuscita ad arrivare a destinazione. E’ corsa fuori dalla vettura e si è rintanata a casa degli amici, che sono riusciti a stento ad allontanare e bloccare l’estraneo, il quale comunque, nonostante l’arroganza e la tracotanza, alla fine ha deciso di battere in ritirata.
Lanciato l’allarme, sono subito scattate le ricerche, che si sono concluse solo il pomeriggio seguente, quando un equipaggio di poliziotti lo ha notato nei pressi della stazione ferroviaria. Lo hanno riconosciuto sia la vittima sia i suoi conoscenti.

http://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2012/06/22/733333-lecco_violenza_sessuale_denuncia.shtml

Ecco dove porta l’indottrinamento e il lavaggio del cervello xenofilo. Ad abbassare le difese e a “fidarsi” del diverso: errore che può essere mortale.

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